attualita

Assistenza territoriale sempre più affollata, arrivano anche gli ospedali di comunità

1 Agosto 2019

Non bastavano Case della salute, medicine di gruppo e infermieri di famiglia. Su servizi di primo livello, presa in carico della cronicità e prestazioni professionali, le farmacie del territorio potrebbero trovarsi presto a contendere opportunità e spazi anche agli Ospedali di comunità. Nella seduta di oggi della Conferenza delle Regioni, infatti, torna all’esame dei governatori (dopo un rinvio di quasi un anno) il documento con gli indirizzi organizzativi per questa categoria di strutture, istituite dal Regolamento sugli standard ospedalieri del 2015, dal Patto per la Salute 2014-2016 e dal Piano nazionale della cronicità.

In sintesi, l’ospedale di comunità è un luogo di ricovero breve inserito nel livello dell’assistenza territoriale (dove stanno anche le farmacie); accoglie i pazienti che per acuzie o riacutizzazione di patologie croniche hanno bisogno di interventi sanitari a bassa intensità, erogati nella struttura quando l’opzione domiciliare è sconsigliata oppure c’è bisogno di assistenza/sorveglianza infermieristica continuativa.

Può avere una sede propria oppure condividere spazi con altre strutture sanitarie polifunzionali, dispone al massimo 15-20 posti letto e la gestione è multidisciplinare e multi-professionale, cioè integra figure e profili differenti.  In particolare, la responsabilità clinica dei pazienti è di un medico di medicina generale (o pediatra di libera scelta) oppure di un medico scelto tra i medici dipendenti o convenzionati con il Ssn. La responsabilità assistenziale, invece, spetta agli infermieri che assicurano anche l’assistenza h24.

L’ospedale di comunità, inoltre, opera in forte integrazione con gli altri servizi sanitari, come i servizi di assistenza specialistica ambulatoriale e i Servizi di emergenza urgenza territoriali. L’assistenza medica è assicurata dai medici incaricati nel turno diurno (8-20) per almeno una ora di presenza settimanale per singolo ospite, sei giorni su sette; nel turno notturno (20-8) e diurno festivo e prefestivo in forma di pronta disponibilità, anche organizzata per più strutture dello stesso territorio, con tempi di intervento conformi a quanto previsto dalle norme in materia. L’assistenza notturna può essere garantita anche da medici di continuità assistenziale, in base a specifici accordi locali, oppure da medici che operano nella struttura. E’ prevista anche la figura dell’infermiere case manager.