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Fusione Mylan-Upjohn, luce verde da Commissione Ue ma a condizioni

23 Aprile 2020

Luce verde condizionata dalla Commissione europea alla fusione tra Mylan e Upjohn, la divisione generici di Pfizer. L’operazione, è il responso di Bruxelles, potrà essere completata senza rischi per il mercato, ma soltanto a patto che Mylan ceda a terzi alcuni dei suoi off patent. «La nostra priorità» ha ricordato Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione e responsabile Ue della concorrenza «è quella di garantire che pazienti e ospedali abbiano accesso ai medicinali a prezzi equi e competitivi. La nostra decisione garantisce che la fusione tra Mylan e Upjohn non danneggi la concorrenza, preservando così l’accesso competitivo ai farmaci generici».

L’indagine della Commissione, in sintesi, ha riscontrato che per la maggior parte dei prodotti commercializzati da Mylan e Upjohn non sussistono potenziali minacce alla concorrenza. In alcuni Paesi, tuttavia, la fusione avrebbe potuto generare ricadute su una dozzina di principi attivi, a causa della forte posizione delle due società in alcuni mercati nazionali e del numero limitato di concorrenti in gioco. Nel caso dell’Italia, in particolare, la Commissione ha espresso timori riguardo ad alprazolam e latanoprost/timololo, ma in totale sono 36 le combinazioni “paese/molecola” sulle quali Bruxelles ha formulato riserve.

«In risposta a tali preoccupazioni» spiega la Commissione «Mylan e Upjohn si sono offerte di cedere a uno o più acquirenti la propria attività nei mercati rilevanti, comprese le autorizzazioni, i contratti e i marchi applicabili, nonché accordi transitori di produzione e fornitura. Questi includono alcuni medicinali generici in 20 Paesi dello Spazio economico europeo e nel Regno Unito. Gli impegni proposti» conclude Bruxelles «rimuovono tutte le sovrapposizioni tra Mylan e Upjohn nei mercati, affrontando appieno tutti i problemi di concorrenza della Commissione». L’assenso all’operazione è subordinato al pieno rispetto di tali impegni.