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Patto salute, c’è l’ok della Stato-Regioni. Confermata la farmacia dei servizi

19 Dicembre 2019

L’ultimo miglio ha avuto i suoi travagli ma ha finalmente tagliato la linea dei traguardo il Patto per la Salute 2019-2021. A dare l‘ultimo ok, ieri, la Conferenza Stato-Regioni, dove sono state piallate le ultime asperità che ancora frenavano l’intesa tra Ministeri (Mef e Salute) e governatori. Scatta quindi luce verde per la disposizione che autorizza i medici a restare in servizio fino a 70 anni e per la stipula di contratti a tempo determinato a beneficio degli specializzandi dal terzo anno in avanti. Quanto alla questione commissariamenti, il governo si impegna a riesaminare le procedure di nomina dei commissari ad acta, anche alla luce dei recenti indirizzi della Consulta.

Per quanto concerne i farmacisti, restano confermati i contenuti già emersi dalle ultime bozze del Patto: la farmacia dei servizi, sparita dai radar per un paio di revisioni, resta al proprio posto nella scheda numero 8, dedicata allo sviluppo delle reti territoriali e al riordino della medicina generale. «Il farmacista in farmacia» si legge «è un presidio rilevante della rete dei servizi territoriali per la presa in carico dei pazienti e per l’aderenza terapeutica degli stessi e non solo per la dispensazione dei medicinali, al fine di rafforzare l’accesso ai servizi sanitari». La valorizzazione del suo ruolo «trova la prima attuazione nell’ambito del percorso di definizione e attuazione della farmacia dei servizi e della nuova convenzione nazionale».

Ai paragrafi precedenti, la scheda raccomanda anche «il completamento del processo di riordino della medicina generale e della pediatria di libera scelta, favorendo l’integrazione con la specialistica ambulatoriale convenzionata interna e con tutte le figure professionali, compresa l’assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone». La valorizzazione delle professioni sanitarie, in particolare di quella infermieristica, prosegue il testo, «sarà finalizzato alla copertura dell’incremento dei bisogni di continuità dell’assistenza e di aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili, affetti da multi-morbilità».