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Ricorso dei biologi contro l’accordo in Emilia R. per i tamponi nasali

16 Gennaio 2021

E’ stata fissata per il 9 febbraio la trattazione collegiale in camera di consiglio con cui il Tar Emilia Romagna dovrà valutare la richiesta di sospensiva chiesta dall’Ordine dei biologi con l’impugnazione dell’accordo del 7 dicembre scorso tra Regione e farmacie convenzionate sui test rapidi nasali. E’ quanto stabilisce il decreto – datato 12 gennaio – con il quale lo stesso Tribunale amministrativo ha respinto la richiesta del ricorrente di misure cautelari urgenti. Tale intervento, scrivono i giudici nel decreto, scatta in presenza di «un caso di estrema gravità e urgenza tale da non consentire la dilazione sino alla prossima camera di consiglio», ma il ricorso presentato dall’Ordine dei biologi chiama in causa tutele professionali che non implicano «situazioni estreme».

L’accordo impugnato dai biologi è quello in vigore dal 21 dicembre scorso in tutta l’Emilia Romagna per lo screening della popolazione e del personale scolastico: studenti fino a 18 anni, maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore, i loro familiari conviventi e non, gli studenti universitari che hanno il medico di medicina generale in Emilia-Romagna e quelli che sono assistiti dal servizio sanitario regionale ma frequentano fuori regione. Il rimborso della Regione alle farmacie ammonta a 16,76 euro a test, che coprono i costi per il materiale, i dispositivi di protezione individuale e la remunerazione del servizio.