editoriale

La vicenda dei dispensari dell’Emilia Romagna e il ruolo della stampa

11 Luglio 2019

di Alessandro Santoro*

Prima un incontro con l’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi, la settimana scorsa. E ora una richiesta ufficiale di chiarimenti, che Federfarma ha inviato l’altro ieri per mail allo stesso Venturi. Oggetto del confronto, in entrambi i casi, le due distinte leggi della Regione che annoverano i dispensari farmaceutici tra le attività integrabili nei cosiddetti «esercizi commerciali polifunzionali», una nuova tipologia di negozio diretta a contrastare la desertificazione nelle aree remote. Riferisce del doppio intervento una circolare diffusa stamattina dal sindacato titolari, che riassume brevemente i termini della questione.

La comunicazione non ne fa cenno, ma se Federfarma ha potuto chiedere conto a Venturi di due leggi non proprio dell’ultimo minuto (la 937/2019 era del 18 giugno scorso, la 2022/2018 del 26 novembre) è grazie a un articolo di FPress del 2 luglio, che per primo rivelava una disposizione di cui nessuno finora si era accorto, nel sindacato nazionale così come in quello regionale (altrimenti, le richieste di chiarimenti sarebbero partite ben prima).

Fa piacere che la nostra testata per averle consentito di intervenire tempestivamente nei confronti del legislatore regionale. Non serve, non ci interessa, vorremmo però sottolineare che se abbiamo dato noi per primi questa notizia è perché la nostra linea editoriale è quella di privilegiare la ricerca di notizie originali al copia-incolla di comunicati e veline, notizie che poi – come dimostra questo caso – diventano utili anche a chi sta nella stanza dei bottoni. E intanto, attendiamo di conoscere la risposta di Venturi.

* Direttore responsabile di FPress