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Recapito a casa, le farmacie francesi chiedono che il servizio venga rimborsato

28 Marzo 2020

Pollice verso della Cnam, la cassa mutua francese, sulla proposta delle farmacie del territorio perché all’onorario professionale si aggiunga la remunerazione del recapito a domicilio dei farmaci. La richiesta, sostenuta da Uspo (Union des syndicats de pharmaciens d’officine) e Fspf (Fédération des syndicats pharmaceutiques de France) scaturisce dal vertiginoso aumento delle consegne a pazienti disagiati o in isolamento di cui le farmacie si stanno facendo carico: secondo Gilles Bonnefond, presidente dell’Uspo, le consegne domiciliari arrivano in molti casi alle 30 al giorno; per Philippe Besset, presidente della Fspf, ci sono tutte le condizioni per trasformare questo servizio in una prestazione remunerata.

Collegati in teleconferenza con il direttore generale della Cnam, Nicolas Revel, i sindacati hanno chiesto ieri di retribuire le farmacie con la stessa tariffa riconosciuta per la spedizione di una ricetta nei giorni festivi, ossia 5 euro a recapito. Ma dalla cassa-malattia è arrivato un no secco che ha lasciato deluse le due organizzazioni. «Un’occasione persa» ha commentato Bonnefond, che al Quotidien du pharmacien annuncia il prossimo avvio di un’indagine tra i farmacisti per dare conto delle dimensioni del servizio e delle difficili condizioni in cui viene assicurato.

Non getta la spugna neanche Besset: «Quello del recapito domiciliare è un servizio che ha tutte le ragioni per esistere, l’attualità lo dimostra». La Fspf, quindi, promette che ripresenterà la proposta non appena l’emergenza da covid-19 sarà rientrata, con l’obiettivo di inserire il servizio nel contratto nazionale delle farmacie.