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Dalle Regioni ok ai fondi per la diagnostica negli studi dei medici di mg

16 Ottobre 2020

Luce verde dalle Regioni al potenziamento della diagnostica di primo livello negli studi dei medici di famiglia con i 235 milioni di euro messi a disposizione dalla Manovra 2020. Ieri il Comitato di settore Regioni-Sanità (ossia la cabina di regia della Conferenza delle Regioni per contratti e accordi convenzionali) ha approvato l’Atto di indirizzo che facilita l’acquisizione di apparecchiature diagnostiche e tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

A dare l’annuncio il presidente del Comitato di settore, Davide Caparini (assessore al Bilancio della Regione Lombardia): «La grave situazione emergenziale che il Paese sta affrontando» ha detto «impongono una risposta tempestiva e adeguata dell’assistenza territoriale nelle sue diverse articolazioni. Rafforziamo le attività di indagine epidemiologica, tracciamento dei contatti (contact tracing) e accertamento diagnostico, per consentire un’efficace presa in carico degli assistiti e potenziare le misure di contrasto al virus riducendo la pressione sui presidi ospedalieri e sulle strutture sanitarie».

Sempre ieri, il ministro della Salute Roberto Speranza ha fornito indicazioni chiare sulla strategia in cui si colloca il rafforzamento della diagnostica di base nella medicina generale. «Voglio realizzare un Ssn di prossimità» ha detto intervenendo alla tavola rotonda su innovazione e salute ospitata nello stabilimento Janssen di Latina «un Servizio sanitario capace cioè di incrociare le esigenze delle persone». La casa, ha continuato il Ministro, deve diventare il primo luogo di cura, «bisogna perciò investire sull’assistenza domiciliare e sul socio-assistenziale, serve un patto che metta insieme istituzioni, ricerca, università, associazioni. Un Paese in salute può produrre di più e correre più veloce».