attualita

Maratona Patto Salute: Federfarma insiste su remunerazione

10 Luglio 2019

Riforma della remunerazione, rinnovo della convenzione, coinvolgimento della farmacia nella gestione del paziente cronico in sinergia con gli altri professionisti del territorio, a partire dai medici di mg. Sono i tre temi che Federfarma vorrebbe ritrovare nel Patto per la salute 2019-2021 al quale Ministero e Regioni stanno lavorando dall’inizio dell’anno, non senza attriti e ripensamenti. Lo ha detto la delegazione del sindacato titolari che ieri ha partecipato al secondo round della Maratona in tre giornate voluta dal ministro Grillo, con l’obiettivo di raccogliere dagli attori del sistema indicazioni e suggerimenti per la stesura del Patto. E’ positivo, hanno osservato i rappresentanti di Federfarma, che le bozze fin qui circolate contengano un esplicito riferimento alla Farmacia dei servizi quale modello per potenziare il servizio offerto ai cittadini. Tuttavia, senza una riforma della remunerazione delle farmacie, ciò non basta a garantire un’elevata efficienza del servizio farmaceutico.

La riforma della remunerazione, ha ricordato ancora Federfarma, non è più differibile a causa del costante calo dei prezzi dei farmaci forniti in regime di rimborso, che erode la marginalità delle farmacie e quindi ne mette a rischio la sostenibilità (a cominciare dai piccoli esercizi e da quelli ubicati in zone disagiate). Una nuova remunerazione, ha continuato la Federazione, è necessaria anche per rendere competitiva e meno costosa la distribuzione in farmacia dei medicinali ad alto costo, che oggi vengono distribuiti direttamente da ospedali e Asl con grandi disagi per i cittadini.

Nel Patto per la salute, quindi, andrebbe inserita una disposizione che disponga l’apertura di un tavolo istituzionale con le Regioni per arrivare alla definizione condivisa di una nuova metodologia di remunerazione. Sempre nel Patto, ha detto ancora la delegazione di Federfarma, andrebbe anche ribadito l’impegno delle Regioni e del Governo per il rinnovo della convenzione, dove andrà definito un nuovo ruolo per la farmacia nella gestione delle cronicità, dall’aderenza terapeutica all’assistenza domiciliare.

Tra le sigle ascoltate ieri anche la Fofi, rappresentata dal suo presidente Andrea Mandelli. «E’ necessario che la professione torni in possesso dei farmaci innovativi« ha detto «siamo rimasti esclusi dall’innovazione non per demeriti professionali ma solo per una scelta economica. Vanno anche valutate nuove forme di occupazione così come occorre coinvolgere la figura del farmacista nella prevenzione, dove può recitare un ruolo importante. Va implementato il dossier farmaceutico e occorre mettere in rete tutti i professionisti della salute».

Risale invece al primo giorno di consultazioni, lunedì 8 luglio, l’intervento di Farmacieunite: nella propria relazione, il presidente Franco Gariboldi Muschietti ha proposto di inserire nel Patto per la salute una serie di disposizioni dirette a integrare in profondità la farmacia nel Ssn. In particolare, «la farmacia può rappresentare articolazione del Distretto e porsi come struttura di coordinamento e di erogazione di servizi deputati alla prevenzione e alla promozione della salute e all’erogazione delle prestazioni che in essa possono trovare sede (quelle di infermieri e fisioterapisti); può essere elemento strutturale che, per ragioni di prossimità e di consolidamento nel rapporto con i pazienti, meglio può assicurare supporto per garantire la continuità assistenziale e terapeutica ai soggetti fragili; sempre per ragioni di prossimità e di consolidamento del rapporto con i pazienti e con i loro care givers, può essere sede e/o elemento di collegamento territoriale per le politiche di valorizzazione di questi ultimi; per ragioni di prossimità, di orario, di comodità d’accesso, la farmacia può essere elemento su cui fondare l’integrazione delle cure primarie, potendosi porre come “front office” del sistema integrato dell’assistenza primaria; in quanto struttura sanitaria di più ricorrente e facile accesso per soggetti affetti da patologie croniche e per la popolazione fragile, può essere sede elettiva per lo sviluppo di strumenti di analisi e profilazione dei soggetti fragili finalizzato allo sviluppo della medicina di iniziativa e di sistemi di presa in carico globale; può essere elemento strutturale che investe in sistemi informativi digitali e della telemedicina; può rappresentare punto d’accesso unificato per i percorsi sanitari, sociosanitari e sociali ed elemento di coordinamento per l’erogazione congiunta dei medesimi; la farmacia, infine, può essere elemento su cui fare affidamento per garantire continuità dei percorsi assistenziali tra strutture e servizi territoriali e con i servizi ospedalieri.

Oggi l’ultima giornata della Maratona con gli interventi delle associazioni di pazienti e cittadini.