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Egualia: nella pandemia i genericisti hanno retto al boom della domanda

20 Novembre 2020

Rocuronio, cisatracurio, midazolam, propofol: sono alcuni dei farmaci e principi attivi a brevetto scaduto che a marzo hanno registrato impennate della domanda tra il 128 e il 782% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Medicinali per lo più iniettivi, fino a quel momento “dimenticati” e poi saliti improvvisamente alla ribalta perché indispensabili nel trattamento dei pazienti covid, in particolare nelle terapie intensive. Un’esplosione di “notorietà” che ha messo a dura prova la capacità delle imprese genericiste e ha acceso i riflettori sulla “biodiversità produttiva”.

E’ il tema centrale dell’Osservatorio 2020 sui farmaci generici, il report realizzato da Nomisma per Egualia-Assogenerici e presentato ieri in un webinar cui hanno partecipato Mario Fiorentino, direttore generale per la politica industriale, l’innovazione e le pmi del ministero dello Sviluppo economico, e Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa.

Nella prima fase emergenziale, dice il sondaggio condotto nell’ambito dell’Osservatorio tra le aziende associate a Egualia,ima criticità, il 58% delle imprese ha visto aumentare la domanda di farmaci e di queste il 93% è riuscita a soddisfare completamente o parzialmente l’aumento della domanda; inoltre, il 58% del totale ha riorientato la produzione verso le categorie di prodotti a maggior rischio di carenza. Riguardo al grado di intensità con cui le aziende hanno messo in atto diverse strategie per incrementare la produzione il 71% ha indicato di aver fatto ricorso alle scorte di magazzino, il 57% di aver usufruito di deroghe emergenziali da parte delle autorità per velocizzare la disponibilità di prodotto sul mercato, il 57% di aver aumentato i turni di lavoro e previsto straordinari per il personale, il 21% di aver impegnato nuovo personale per la produzione, il 50% di aver utilizzato la leva dell’importazione, e il 14%, infine, di aver acquistato nuovi macchinari.

«La crisi che stiamo ancora vivendo» ha commentato il presidente di Egualia, Enrique Häusermann «ha messo in luce tutti problemi legati alla globalizzazione della produzione farmaceutica. L’intera Europa si è scoperta ancora troppo dipendente, soprattutto nei momenti critici, da paesi extra-europei per l’approvvigionamento delle sostanze intermedie con cui sintetizzare i principi attivi e quindi produrre i farmaci. Oggi abbiamo la possibilità di investire in progetti strategici per il Paese, attraverso le risorse che arriveranno con il Recovery Fund: possiamo finalmente investire sul futuro». In sostanza, ha concluso Häusermann, «c’è da riflettere sul concetto di globalizzazione della produzione farmaceutica, ma è necessario anche ripensare la struttura distributiva e individuare nuovi modelli di approvvigionamento pubblico dei farmaci, perché non può e non potrà esserci sostenibilità del Ssn senza garantire sostenibilità alle imprese che lo riforniscono».