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FarmacieUnite: contro la crisi da covid rinnovare convenzione e ccnl

21 Luglio 2020

In un post covid caratterizzato da incertezze e difficoltà, vanno riconosciute «priorità e urgenza» al rinnovo della convenzione e del contratto dei collaboratori di farmacia, così come alla riforma della remunerazione. Solo così, infatti, si possono garantire ai farmacisti titolari e ai loro 60.000 dipendenti «tranquillità e visione del futuro», oltre ai mezzi per «mantenere l’attuale elevato grado di servizio offerto ai cittadini 24 ore su 24, 365 giorni all’anno». E’ la riflessione che propone FarmacieUnite alla notizia che in Inghilterra Boots taglierà 4mila posti di lavoro in seguito alle ricadute economiche della pandemia.

«Il capitale e le società quotate» osserva il sindacato in una nota «seguono le ferree regole del mercato e, di fronte a una perdita di fatturato, non possono che reagire tagliando i costi». Per FarmacieUnite, invece, «i collaboratori sono una risorsa irrinunciabile e per questo noi farmacisti titolari siamo disposti a investire (ove possibile) per mantenere gli alti livelli di servizio forniti ai clienti».

Occorrono però certezze sul futuro, anche a fronte «dell’arrivo in forma sostanziale del capitale nella titolarità», che soltanto il celere rinnovo della convenzione e del contratto di categoria (oltre alla riforma della remunerazione) possono fornire. In caso contrario, avverte la nota, «riteniamo concreto il rischio che le logiche di puro mercato» si imporranno anche nel nostro Paese e porteranno «a un impoverimento sia della professione sia del servizio offerto al cliente».