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Manovra, Ragioneria di Stato: vaccinazioni in farmacia senza oneri aggiuntivi

24 Dicembre 2020

Avrebbe dovuto essere approvata ieri, slitta invece al 27 dicembre il voto di Montecitorio sulla Manovra finanziaria per il nuovo anno che – come noto – abbassa dal 7,96 al 7% il tetto della spesa farmaceutica convenzionata. Un posticipo che riduce ad appena quattro i giorni a disposizione del Senato per esaminare e votare il testo, che quindi dovrà per forza passare nella versione licenziata dalla Camera. All’origine del rinvio l’intervento della Ragioneria generale dello Stato, che ha rinviato alla commissione Bilancio di Montecitorio il testo varato lunedì perché diversi degli emendamenti approvati nno davano adeguate garanzie sulla copertura finanziaria.

I contabili, in particolare, hanno raccomandato l’abrogazione di alcune proposte e la riscrittura di altre, tra le quali almeno un paio di diretto interesse per le farmacie. E’ il caso dell’emendamento 75.020 (prima firma Mandelli, Fi) che autorizza l’esecuzione dei testi sierologici e antigenici «nelle farmacie aperte al pubblico dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico sanitario e atti a garantire la tutela della privacy». Al comma 2 l’emendamento stabiliva che «le modalità organizzative e le condizioni economiche relative all’esecuzione dei test e dei tamponi sono disciplinate dalle convenzioni regionali», la Ragioneria di Stato ha chiesto che la Commissione aggiunga al passaggio la dicitura «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Da rivedere anche l’emendamento sulle vaccinazioni in farmacia, frutto di una mediazione tra Governo e opposizione: la somministrazione nelle farmacie aperte al pubblico, recitava la disposizione, può avvenire «eventualmente anche a seguito della fornitura (dei vaccini, ndr) da parte delle aziende sanitarie locali, secondo specifici accordi stipulati con le organizzazioni sindacali delle farmacie». La Ragioneria di Stato, invece, propone una nuova formulazione nella quale gli accordi da stipulare non sono più un’opzione ma un passaggio obbligato (quindi è probabile che in farmacia si potrà vaccinare soltanto con dosi fornite dalle Asl) e le condizioni pattuite non devono comportare, ancora una volta, «nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».