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Aifa, riorganizzazione procedure per accelerare negoziazioni

25 Marzo 2026

Un riassetto delle procedure negoziali per accelerare l’ingresso nel Prontuario dei nuovi farmaci: è l’obiettivo del «Documento di armonizzazione delle procedure di semplificazione dell’iter negoziale di prezzo e rimborso» adottato dall’Aifa per accorciare i tempi amministrativi della negoziazione di prezzo e rimborsabilità e rendere più rapido l’arrivo sul mercato di alcune categorie di medicinali.

Nel comunicato diffuso ieri dall’Agenzia, il presidente Robert Nisticò sottolinea che «procedure negoziali aggiornate e armonizzate» consentiranno «iter più celeri e trasparenti» e quindi «un accesso più tempestivo dei pazienti alle terapie rimborsate». Un concetto ribadito anche dal direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo, che parla di una riorganizzazione orientata a «ottimizzare il procedimento amministrativo» e a coordinare in modo più efficiente l’attività degli uffici.

Il cuore della riforma è la distinzione tra due canali procedurali, pensati per alleggerire il carico valutativo della Commissione scientifica ed economica (Cse) e concentrare le risorse sui dossier più complessi. Da un lato le procedure semplificate, che escludono del tutto il passaggio in Cse e prevedono un’istruttoria diretta da parte dell’Ufficio prezzi e rimborso, con successiva approvazione del Consiglio di amministrazione e pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Dall’altro le procedure fast track, che mantengono il passaggio in Commissione ma con valutazioni standardizzate e tempi ridotti grazie a parametri negoziali predefiniti.

Per le farmacie, l’impatto principale riguarda proprio la tempistica di disponibilità dei prodotti. Le procedure semplificate interessano categorie ad alta prevedibilità regolatoria, come equivalenti e biosimilari, estensioni di indicazioni già rimborsate, nuove confezioni o importazioni parallele. In questi casi, a condizione che i prezzi siano allineati o inferiori ai riferimenti già negoziati, l’iter viene drasticamente abbreviato. Ciò significa che farmaci già noti dal punto di vista clinico e terapeutico potranno arrivare più rapidamente sul mercato rimborsato, con effetti diretti sull’ampliamento dell’offerta disponibile in farmacia e sulla dinamica competitiva dei prezzi.

Analoga logica vale per alcune rinegoziazioni, che potranno avvenire tramite “smart dossier” senza rivalutazioni cliniche, riducendo ulteriormente i tempi amministrativi. Sul fronte fast track, invece, la velocizzazione riguarda situazioni in cui è comunque necessaria una valutazione della Cse, ma su basi standardizzate: variazioni di dosaggio, associazioni fisse, rinegoziazioni per farmaci carenti o con tetti di spesa e alcune classificazioni in fascia C. Anche in questi casi, l’obiettivo è evitare istruttorie lunghe per dossier a basso contenuto di incertezza.

Nel complesso, la riorganizzazione punta a ridurre i tempi morti tra autorizzazione e accesso effettivo alla rimborsabilità, uno dei nodi storici del sistema italiano. La possibilità di instradare una quota significativa di pratiche su binari semplificati o accelerati dovrebbe consentire alla Commissione di dedicare più tempo ai farmaci innovativi o a elevata complessità valutativa, senza rallentare l’ingresso di prodotti a minore criticità.

Per il canale farmacia, il risultato atteso è una maggiore rapidità con cui nuovi equivalenti, biosimilari e varianti di medicinali già disponibili entreranno nel circuito rimborsato e quindi nel prontuario, con tempi più prevedibili rispetto al passato. In prospettiva, questo potrebbe tradursi in una rotazione più veloce dell’offerta e in una più tempestiva disponibilità di alternative terapeutiche, con impatti sia sull’accesso dei pazienti sia sulle strategie di approvvigionamento e gestione dell’assortimento.