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Coperture vaccinali pediatriche, il Ministero: criticità nelle fasce più mature

10 Gennaio 2026

Le coperture vaccinali pediatriche in Italia restano complessivamente stabili, con segnali di lieve miglioramento per alcune vaccinazioni chiave nei primi anni di vita, ma continuano a evidenziare criticità nelle fasce di età successive, in particolare per i richiami in età prescolare e nell’adolescenza. È il quadro che emerge dalla Relazione tecnica con cui il ministero della Salute commenta i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 sulle coperture vaccinali dell’età pediatrica e adolescenziale, trasmessi dalle Regioni e Province autonome e rielaborati dagli uffici centrali del dicastero

Il documento conferma come, per le coorti più recenti, i livelli di copertura si mantengano in linea con quelli dell’anno precedente e, per alcune vaccinazioni, mostrino un recupero graduale. Tuttavia, l’obiettivo del 95% indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire l’immunità di popolazione non risulta ancora pienamente raggiunto in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, soprattutto quando si considerano le seconde dosi e i richiami.

La Relazione ricorda innanzitutto che le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore principale dell’efficacia delle strategie di prevenzione, in quanto misurano la reale implementazione dei programmi sul territorio. La rilevazione al 31 dicembre 2024 ha riguardato le coorti 2022, 2021 e 2020 per l’infanzia, quelle 2017 e 2016 per i richiami in età prescolare e le coorti 2008 e 2006 per l’adolescenza. Si tratta di un’istantanea puntuale dello stato vaccinale delle diverse generazioni, distinta dalle coperture “a 24 mesi effettivi” estratte dall’Anagrafe vaccinale nazionale e utilizzate come indicatori di processo nel Nuovo sistema di garanzia.

Analizzando i dati dei bambini nati nel 2022, la copertura contro la polio, utilizzata come proxy dell’esavalente, si attesta al 94,45%, rimanendo di poco al di sotto della soglia raccomandata. Undici Regioni e Province autonome superano il 95%, mentre due scendono sotto il 90. Per la prima dose di vaccino contro il morbillo si registra un lieve incremento rispetto al 2023, con una copertura del 94,77%; anche in questo caso la maggior parte dei territori si colloca tra il 90 e il 95%, con una sola Regione sotto il 90. Migliora leggermente anche la copertura per la varicella, che raggiunge il 93,87%. Restano invece più basse le adesioni ad alcune vaccinazioni raccomandate: il meningococco B si ferma al 79,44%, l’anti-pneumococcica al 90,05%, in lieve calo rispetto all’anno precedente, mentre per il meningococco C si osserva una copertura del 67,14%, accompagnata però da un marcato incremento dell’utilizzo del vaccino coniugato Acyw.

Per la coorte 2021, valutata a 36 mesi nell’ottica dei recuperi, i dati mostrano l’aumento atteso rispetto alla rilevazione a 24 mesi dell’anno precedente. La copertura anti-polio sale al 95,15% e anche quelle per morbillo, parotite e rosolia risultano in lieve crescita. Un andamento analogo si osserva nei bambini nati nel 2020, valutati a 48 mesi, per i quali le coperture si stabilizzano sopra il 95% sia per la polio sia per il morbillo, a conferma dell’efficacia delle attività di recupero nei primi anni di vita.

Il quadro cambia quando si considerano i richiami in età prescolare. Nei bambini di 5-6 anni e in quelli di 8 anni, le coperture per la quarta dose di anti-polio e per il completamento del ciclo anti-morbillo si collocano intorno all’84-86%, in leggero calo rispetto al 2023 e ancora lontane dall’obiettivo del 95%o. Si tratta di un dato che la Relazione segnala come particolarmente critico, perché riguarda vaccinazioni fondamentali per consolidare la protezione acquisita nei primi anni.

Ancora più evidenti sono le difficoltà nell’adolescenza. Nei sedicenni si osserva una generale flessione delle coperture, con la polio che scende al 65,62% e una riduzione anche per le dosi di rosolia e per la seconda dose di anti-morbillo, che si attesta al 90,85%. Nei diciottenni i valori risultano sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente, con un aumento significativo per la difterite, che raggiunge il 76,69%, ma restano comunque inferiori ai livelli auspicati.

La Relazione evidenzia infine come persistano marcate differenze regionali. Per la polio a 24 mesi si va da coperture superiori al 95% in diverse Regioni del Centronord a valori inferiori al 90% in alcune realtà, mentre per il morbillo l’intervallo oscilla da meno dell’88% fino a oltre il 98. Analoghe disomogeneità si riscontrano per i richiami prescolari e per le vaccinazioni dell’adolescenza, confermando la necessità di interventi mirati a livello territoriale.

Nel complesso, il commento tecnico del ministero restituisce l’immagine di un sistema vaccinale che, superata la fase più critica degli anni pandemici, mostra segnali di recupero nelle prime coorti di età ma fatica a garantire continuità e completezza nei richiami successivi. Un aspetto che chiama in causa, oltre all’organizzazione dei servizi, anche il ruolo dell’informazione e della prossimità, ambiti nei quali le farmacie possono continuare a rappresentare un presidio strategico di supporto alle politiche di prevenzione.