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Defibrillatori, da Ministero linee guida per standardizzare formazione

29 Gennaio 2026

Rendere il primo soccorso una competenza diffusa, non più confinata agli addetti ai lavori. È questo il messaggio che accompagna le nuove Linee guida per la rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore, presentate ieri a Roma dal Ministero della Salute in collaborazione con la Società Italiana Sistema 118. Un documento che interessa da vicino anche le farmacie, molte delle quali sono già dotate di defibrillatore e rappresentano, soprattutto nei piccoli centri, un presidio sanitario di prossimità facilmente accessibile ai cittadini.

Il contesto è quello di un’emergenza tutt’altro che marginale. In Italia l’arresto cardiaco improvviso provoca ogni anno circa 60 mila decessi, spesso prima dell’arrivo dei soccorsi. Numeri che rendono evidente quanto la tempestività dell’intervento e la diffusione delle competenze di base possano incidere sulla sopravvivenza. «Questo supporto didattico per la formazione e l’addestramento dei non addetti ai lavori può essere prezioso per contrastare una tragedia che si consuma spesso prima dell’arrivo dei soccorsi», ha spiegato il presidente della Sis 118, Mario Balzanelli.

Le nuove linee guida nascono con l’obiettivo di superare le profonde differenze territoriali che finora hanno caratterizzato la formazione al primo soccorso. Per la prima volta vengono fissati standard qualitativi validi sull’intero territorio nazionale, destinati alle Regioni, alle Centrali operative 118 e ai Centri di formazione accreditati. Un’omogeneità che riguarda anche i materiali didattici, messi a disposizione gratuitamente per l’addestramento dei cittadini alle manovre rianimatorie di base e all’uso del defibrillatore, sia in ambito adulto sia pediatrico.

Durante la presentazione, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Che ci si trovi in Sicilia o nelle province di Trento e Bolzano, ogni cittadino può fare riferimento ai medesimi standard qualitativi. L’obiettivo è abbattere i costi della formazione e garantire che la cultura del primo soccorso diventi un patrimonio condiviso, eliminando le inaccettabili differenze tra Regioni». Un passaggio che chiama in causa anche le farmacie, spesso coinvolte in progetti locali di cardioprotezione e formazione della popolazione.

Le linee guida pongono infatti le basi per percorsi formativi rapidi, semplici e uniformi, rivolti non solo al personale sanitario ma a tutta la popolazione. Particolare attenzione è riservata al mondo della scuola, considerato strategico per diffondere la cultura del primo soccorso fin dall’età più giovane, ma il messaggio è chiaro anche per altri contesti aperti al pubblico, come appunto le farmacie, dove la presenza di un defibrillatore può tradursi in un intervento immediato e decisivo.

Sul ruolo del tempo è intervenuta anche la capo dipartimento della Prevenzione del ministero, Maria Rosaria Campitiello: «In caso di arresto cardiaco improvviso il fattore tempo è essenziale: prima si interviene, più vite si salvano. Per questo le nuove linee guida non sono solo un documento tecnico-scientifico, ma un vero e proprio investimento sulla sicurezza dei cittadini». Un investimento che passa dalla formazione diffusa e dal coinvolgimento attivo della società civile, in cui le farmacie possono giocare un ruolo tutt’altro che secondario.