Quattro farmacie di Ancona tra le vittime dei controlli a tappeto avviati dai Carabinieri dei Nas su indicazione del ministero della Salute per contrastare il traffico di fentanyl e altre sostanze oppiacee. Le contestazioni, secondo quanto riferisce la stampa locale, riguarderebbero alcune irregolarità nella dispensazione dello stupefacente, con denunce e sanzioni amministrative a carico dei titolari.
Le verifiche, scattate nei giorni scorsi nelle farmacie del centro e della prima periferia di Ancona, riguardano in particolare il Durogesic, oppioide con un potere analgesico stimato fino a 80 volte superiore alla morfina. Si tratta di un farmaco soggetto a prescrizione non ripetibile, che può essere rilasciato solo su ricettario regionale o su carta intestata del medico: in entrambi i casi la ricetta deve essere trattenuta dal farmacista e la giacenza di magazzino deve corrispondere esattamente alle confezioni caricate e vendute.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, nei quattro esercizi sarebbero state riscontrate discrepanze contabili tra le forniture e le prescrizioni disponibili. La situazione più critica sarebbe stata rilevata in una farmacia del centro cittadino, dove i militari avrebbero individuato un “buco” di 55 confezioni non coperte da ricetta. In un’altra farmacia dell’immediata periferia, invece, sarebbero stati registrati tre casi anomali, mentre nelle restanti due le irregolarità contestate, allo stato attuale, riguarderebbero una singola dispensazione ciascuna.
A tutte e quattro le farmacie i Nas hanno inflitto una sanzione amministrativa di mille euro e, contestualmente, hanno segnalato i fatti all’azienda sanitaria locale, al sindaco e all’Ordine dei farmacisti, chiedendo la sospensione dell’attività. Le posizioni restano comunque al vaglio degli inquirenti: sono previsti ulteriori approfondimenti e i titolari avranno tempo per produrre documentazione a propria difesa.
Alcuni dei farmacisti coinvolti, sempre secondo la stampa locale, avrebbero già spiegato ai militari che le prescrizioni mancanti sarebbero state regolarmente inviate al centro dati. Gli accertamenti proseguono, mentre dal territorio arriva l’invito alla massima attenzione sul rispetto delle procedure di dispensazione, considerato l’elevato rischio di abuso di queste molecole e il loro crescente impatto sulla salute pubblica.