Stop dai medici ai progetti normativi del Mur che aprirebbero alla prescrizione da parte degli infermieri. A impartirlo la mozione approvata ieri all’unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione degli ordini dei medici, che chiede di modificare lo schema di decreto del ministero dell’Università e della ricerca sulle nuove lauree magistrali delle professioni sanitarie, con particolare riferimento alle competenze avanzate attribuite agli infermieri e, soprattutto, alla possibilità di prescrivere presidi, ausili e tecnologie assistenziali.
Il provvedimento del Mur – atteso a breve in Gazzetta Ufficiale dopo il via libera delle commissioni parlamentari – istituisce tre nuove lauree specialistiche per gli infermieri e prevede che, al termine del percorso formativo, possano «prescrivere trattamenti assistenziali» in ambiti come l’infermieristica di famiglia e comunità, le cure neonatali e pediatriche e le terapie intensive. È proprio questo passaggio ad aver acceso il confronto con la rappresentanza medica.
Nella mozione, sottoscritta anche da organizzazioni sindacali e società scientifiche, la Federazione richiama il principio secondo cui diagnosi, prognosi e terapia costituiscono attività qualificanti ed esclusive della professione medica, come stabilito dall’articolo 7 della legge 132/2025. Per la Fnomceo, consentire agli infermieri di «prescrivere trattamenti assistenziali» rischia di incidere sulla corretta delimitazione delle competenze professionali, dal momento che ogni prescrizione presuppone una diagnosi, atto riservato per legge ai medici.
Il documento segnala inoltre un possibile profilo di disparità: alcune prescrizioni sono oggi consentite solo ai medici in possesso di specifica specializzazione e precluse a chi ne è privo, mentre questo limite non risulterebbe previsto nel nuovo impianto normativo per le competenze infermieristiche avanzate.
Da qui la richiesta di riportare il decreto «all’interno del perimetro tracciato dalla Legge 132/25» e di attivare il percorso di concertazione previsto dalla legge 190/2014, che demanda ad accordi tra Governo e Regioni – previa consultazione delle rappresentanze scientifiche, professionali e sindacali – la definizione di ruoli, competenze e responsabilità delle professioni sanitarie.
In concreto, la proposta avanzata dalla Fnomceo è di sostituire l’attuale formulazione con una che consenta all’infermiere formato con le nuove competenze di «richiedere trattamenti assistenziali quali presidi sanitari, ausili e tecnologie specifiche, in esito alla diagnosi del medico e dopo la sua prima prescrizione», nei tre ambiti individuati dal decreto. Secondo i firmatari, questa modifica permetterebbe di garantire appropriatezza e sicurezza delle prestazioni per i pazienti, assicurando al tempo stesso il rispetto dei ruoli professionali definiti per legge ed evitando il rischio di futuri contenziosi.