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Medici del Sumai contro le incompatibilità che gravano sui mmg

17 Gennaio 2026

Tra le varie soluzioni con cui ridurre le liste d’attesa e rafforzare il Servizio sanitario pubblico c’è anche l’eliminazione delle incompatibilità che oggi impediscono ai medici di dare al sistema un contributo ancora più esteso. È il cavallo di battaglia del Sumai, il sindacato dei medici ambulatoriali (i convenzionati in servizio nelle strutture Asl), che l’altro ieri a Roma ha organizzato una conferenza stampa con l’obiettivo di sostenere la proposta di legge presentata da Forza Italia. «Il piano strategico per la riforma della sanità pubblica presentato oggi alla Camera da Forza Italia è un testo molto importante e innovativo» ha spiegato all’Adnkronos Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof «finalmente cominciamo ad affrontare la criticità dell’attuale sistema di incompatibilità dei medici, sicuramente un blocco per i professionisti impossibilitati a poter dare un servizio maggiore, di poter lavorare ancora di più nell’ambito del Servizio sanitario nazionale».

Oggi, ha ricordato Magi, ci sono medici di medicina generale che hanno una specializzazione, per esempio in cardiologia, ginecologia, endocrinologia, ma per il Ssn possono fare soltanto il medico di base. «Con questo disegno di legge» rimarca il sindacalista «si elimina l’incompatibilità, di conseguenza si dà al medico la disponibilità di fare anche il cardiologo, il ginecologo o l’internista nel Ssn, presso le aziende sanitarie pubbliche, quindi aumentiamo il numero delle possibilità di ore di prestazioni per ridurre le liste d’attesa, quindi chiaramente aumentiamo l’offerta pubblica».

Per Magi si tratta di una proposta «importante, perché una volta avevamo troppi medici, oggi invece abbiamo difficoltà a trovare specialisti, specialmente quelli pubblici, poco attratti dal Ssn. Ecco, questo piano richiama nuovamente i medici a lavorare all’interno del Ssn, perché offre loro molta più possibilità di poter esprimere la professionalità anche in funzione di quelle che sono, diciamo, le necessità del cittadino».