Quasi un italiano su due continua ad associare l’abbronzatura alla bellezza o addirittura alla salute, mentre soltanto il 28% è consapevole dei danni cutanei provocati dall’esposizione ai raggi solari. È il dato più evidente che emerge dall’Osservatorio Heliocare 2026, indagine condotta su 1.500 italiani tra luglio e dicembre 2025, che fotografa un rapporto ancora ambivalente con la fotoprotezione.
La ricerca, realizzata dall’Osservatorio Heliocare di Cantabria Labs Difa Cooper, evidenzia infatti una distanza significativa tra comportamenti dichiarati e reale consapevolezza dei rischi. Se da un lato il 92% degli italiani afferma di utilizzare una protezione solare e la metà sceglie fattori di protezione elevati (Spf 50 o superiori), dall’altro persistono lacune rilevanti: solo il 16% applica la protezione tutto l’anno e appena il 36% la riapplica sempre ogni due ore durante l’esposizione, come raccomandato. Un ulteriore 45% dichiara di farlo solo occasionalmente, mentre un quinto non lo fa mai.
A pesare è soprattutto la persistenza di convinzioni errate. Il 46% degli intervistati continua a considerare l’abbronzatura come un fattore estetico positivo o addirittura salutare, mentre solo il 23% la associa all’invecchiamento cutaneo. La percezione del rischio appare quindi parziale, se si considera che l’esposizione ai raggi ultravioletti è tra i principali fattori di rischio per tumori cutanei e fotoinvecchiamento.
Anche sul fronte delle conoscenze specifiche emergono criticità. Il 64% degli italiani dichiara di non conoscere l’utilizzo degli integratori alimentari a supporto della fotoprotezione e appena il 9% li utilizza. Ancora più marcata la carenza informativa sul controllo dei nei: il 77% non conosce la regola Abcde per l’autovalutazione delle lesioni cutanee. In parallelo, oltre un terzo della popolazione non si è mai sottoposto a una visita dermatologica, mentre il 29% effettua controlli annuali.
Sul piano dei comportamenti, lo studio individua diverse barriere alla corretta fotoprotezione. Il 20% degli italiani dimentica di applicare la crema solare, il 13% la considera scomoda, il 12% si definisce pigro. Non mancano motivazioni legate a convinzioni personali: il 10% dichiara di esporsi senza protezione per abbronzarsi e l’11% per preservare i livelli di vitamina D, mentre il 9% non percepisce alcun rischio. A questi fattori si aggiunge una prassi diffusa ma poco raccomandabile: il 36% riutilizza quasi sempre i prodotti solari dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i canali informativi, dermatologo e farmacista risultano le principali figure di riferimento, entrambi indicati dal 29% degli intervistati, seguiti da amici e familiari (19%). La farmacia si conferma anche come uno dei principali canali di acquisto, scelta dal 21% del campione.
Nel contesto di questi dati, l’Osservatorio segnala l’importanza di rafforzare le attività di educazione sanitaria e prevenzione. In questa direzione si inserisce anche la campagna “Cerca il tuo neo”, che tra aprile e maggio coinvolgerà circa 115 farmacie italiane, offrendo la possibilità di effettuare controlli dermatologici gratuiti in strutture convenzionate. Nell’edizione 2025, sono state sottoposte a screening 1.885 persone, con diagnosi per 12 melanomi, 50 basaliomi, 6 carcinomi a cellule squamose e 67 cheratosi attiniche.