Dal prossimo primo giugno il portale Vetinfo, utilizzato da medici e farmacie per la spedizione della ricetta elettronica veterinaria, sarà accessibile esclusivamente tramite credenziali forti, ossia sistemi di autenticazione digitale come Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o Cns (Carta nazionale dei servizi). La misura, già prevista nel percorso di rafforzamento della sicurezza degli accessi ai sistemi sanitari, riguarda tutti gli applicativi della piattaforma, compresa la Ricetta elettronica veterinaria (Rev) e il Sinac (Sistema informativo nazionale degli animali da compagnia).
L’avvicinarsi della scadenza ha però sollevato le preoccupazioni dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, che nei giorni scorsi (come riferisce ieri il bollettino dell’Anmvi) ha scritto alla Direzione generale della sanità animale del ministero della Salute per chiedere un rinvio dell’obbligo e l’introduzione di soluzioni più flessibili per gli operatori. Secondo l’associazione, l’autenticazione con credenziali forti rischia infatti di risultare «farraginosa, quando non di impedimento alle attività prescrittive», soprattutto nei contesti operativi in cui la connessione non è stabile o dove l’accesso ai sistemi avviene più volte nel corso della giornata.
Il tema non è marginale: nel solo 2025, ricorda l’Anmvi, sono state caricate sulla piattaforma oltre 8 milioni di ricette elettroniche veterinarie, segno di un sistema ormai pienamente integrato nella pratica professionale. L’introduzione di procedure di autenticazione più stringenti si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di cybersicurezza e protezione dei dati sanitari, ma impatta direttamente sull’operatività quotidiana di medici veterinari, strutture e, indirettamente, anche delle farmacie che devono accedere al sistema per la dispensazione.
Tra le proposte avanzate dall’associazione figurano innanzitutto il differimento della scadenza del primo giugno, per consentire l’adeguamento dei gestionali e delle procedure interne, e l’introduzione di modalità di riconoscimento biometrico – come identificazione facciale o tramite impronta digitale – già previste nei sistemi di identità digitale. L’Anmvi chiede inoltre che l’autenticazione non debba essere ripetuta per ogni singola operazione, ma abbia una durata estesa alla sessione di lavoro, e che siano semplificate le procedure per deleghe e sostituzioni all’interno delle strutture veterinarie.
Ulteriori criticità riguardano l’integrazione con i software gestionali privati, oggi largamente utilizzati come interfaccia con la Rev, e la necessità di mantenere una modalità offline per far fronte a situazioni di connettività limitata, frequenti soprattutto negli allevamenti. Non da ultimo, l’associazione sollecita la predisposizione di linee guida operative e strumenti di formazione per accompagnare la transizione.
«Comprendiamo le ragioni di sicurezza pubblica» osserva il presidente dell’Anmvi, Marco Melosi «ma per i liberi professionisti gli adeguamenti telematici si traducono sempre in costi, tempi di rieducazione e maggiori oneri che inevitabilmente si riflettono anche sul cliente finale».
Non risultano al momento prese di posizione ufficiali da parte delle farmacie, che oggi si collegano a Vetinfo tramite credenziali “standard” registrate direttamente sui loro gestionali.