attualita

Sanità digitale, Rapporto Crea: si diffonde WhatsApp, fa più fatica la televisita

23 Gennaio 2026

Il digitale entra sempre più spesso nella relazione quotidiana tra medico e paziente, ma non sempre con strumenti pensati e governati per l’uso clinico. Oggi il 59% dei cittadini utilizza WhatsApp per comunicare con il medico e, in molti casi, per condividere informazioni sanitarie: referti (40%) e aggiornamenti sul proprio stato di salute (29%). È una fotografia che testimonia la diffusione di canali “informali” e non dedicati, mentre modalità più strutturate come televisita e telemonitoraggio faticano ancora a imporsi come pratica ordinaria. È quanto emerge dal 21° Rapporto Sanità del Crea (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata), che dedica un focus specifico al digitale nella comunicazione medico-paziente e alla telemedicina.

Secondo il Rapporto, l’utilizzo non controllato di strumenti generalisti come WhatsApp produce anche un carico organizzativo rilevante: medici specialisti e medici di medicina generale (MMG) dedicano circa un’ora al giorno alla gestione della comunicazione con i pazienti. L’Osservatorio stima che, anche in uno scenario conservativo, l’adozione di strumenti dedicati e strutturati consentirebbe di recuperare complessivamente oltre una settimana lavorativa all’anno per ciascun medico, liberando tempo e risorse per l’assistenza.

Sul fronte della telemedicina, negli ultimi anni gli investimenti si sono concentrati soprattutto sul rafforzamento delle infrastrutture. Il Rapporto ricorda che l’Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT) è stata collaudata a fine 2023 e si trova ora in una fase di consolidamento e alimentazione, anche attraverso linee guida e Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA). A livello regionale, sono state aggiudicate le gare coordinate dalla Regione Lombardia per i servizi software e dalla Regione Puglia per le postazioni, mentre le singole Regioni stanno completando contrattualizzazioni, collaudi e avvio delle infrastrutture (IRT). Quando le piattaforme entreranno pienamente in funzione, sottolinea il Crea, sarà essenziale attivare sistemi di misurazione e monitoraggio per valutare il grado di maturità dei servizi nei diversi contesti regionali.

Tuttavia, in assenza della piena operatività delle piattaforme, il Rapporto non rileva ancora un impatto concreto delle azioni previste dal Pnrr sull’adozione della telemedicina e sulla sua integrazione nella pratica clinico-assistenziale. I dati sull’utilizzo da parte dei professionisti sono infatti stabili rispetto all’anno precedente: il 36% dei medici specialisti e il 52% dei MMG afferma di aver effettuato una televisita, mentre il telemonitoraggio è stato impiegato dal 30% degli specialisti e dal 46% dei MMG. Si tratta però, precisa l’analisi, di un uso ancora sporadico e non strutturato.

Eppure, i professionisti che già impiegano la telemedicina ne riconoscono gli effetti positivi. Per la televisita, il 75% degli specialisti e il 40% dei MMG evidenzia la capacità di raggiungere pazienti che altrimenti avrebbero difficoltà ad accedere alle cure, per problemi motori o perché residenti in aree isolate. Per il telemonitoraggio, il 67% degli specialisti e il 35% dei MMG sottolinea che consente di adattare i piani terapeutici ai dati raccolti e di intercettare peggioramenti clinici in fase precoce (65% e 36%). Anche il teleconsulto viene valutato come uno strumento utile: il 65% degli specialisti e il 40% dei MMG ritiene che possa semplificare la collaborazione interdisciplinare e facilitare la gestione condivisa dei casi complessi.

Dal lato dei cittadini, l’adozione resta sostanzialmente stabile e il telemonitoraggio rimane poco diffuso (12%), nonostante venga indicato come uno degli strumenti più promettenti per l’impatto potenziale sul Servizio sanitario, ad esempio nella riduzione delle ospedalizzazioni evitabili grazie a un monitoraggio costante.

In questo scenario, il Rapporto individua un potenziale ruolo di accelerazione per le farmacie territoriali, soprattutto nelle aree periferiche e rurali dove rappresentano un presidio di prossimità fondamentale. Le farmacie risultano già attive nell’erogazione di servizi di telerefertazione e in particolare di telecardiologia, già offerta dall’80% degli esercizi. Inoltre, mostrano interesse verso ulteriori servizi: teledermatologia nel 56% dei casi e telepolisonnografia nel 44%. Tra le motivazioni, spiccano la possibilità di diventare un punto di riferimento per i cittadini anche oltre la dispensazione del farmaco (83%) e, per il farmacista, di assumere un ruolo più attivo nella gestione della salute del paziente (76%), rafforzando così il contributo della farmacia come alleato della medicina primaria.