L’Oms ha aggiornato la composizione dei vaccini antinfluenzali per la prossima stagione 2026-2027 nell’emisfero settentrionale. La raccomandazione, pubblicata il 27 febbraio e basata sull’analisi dei dati raccolti dai sistemi di sorveglianza internazionale, indica una formulazione trivalente, cioè costruita su tre diversi ceppi virali che secondo gli esperti avranno maggiore probabilità di circolare nel prossimo inverno.
Nel dettaglio, il vaccino raccomandato includerà un ceppo aggiornato di virus A/H1N1 identificato come A/Missouri/11/2025, un nuovo ceppo di virus A/H3N2 appartenente alla variante che ha mostrato la maggiore diffusione nella stagione recente e un ceppo aggiornato di virus B della linea Victoria, con varianti come Tokyo 2025 o Pennsylvania 2025 a seconda della tecnologia utilizzata per produrre il vaccino. La scelta di mantenere una formulazione trivalente è legata al fatto che uno dei due ceppi di virus B storicamente presenti nei vaccini antinfluenzali, il B/Yamagata, non circola più a livello globale dal 2020. Nonostante ciò alcuni produttori potrebbero continuare a realizzare anche vaccini quadrivalenti, che includono entrambe le linee del virus B, Yamagata e Victoria, per garantire una copertura più ampia nel caso di eventuali cambiamenti nello scenario epidemiologico.
L’aggiornamento periodico del vaccino è necessario perché i virus influenzali sono soggetti a continue variazioni genetiche che possono modificarne le caratteristiche e ridurre nel tempo l’efficacia delle formulazioni precedenti. Per questo motivo l’Oms analizza costantemente i dati provenienti dalle reti di sorveglianza e pubblica due volte l’anno le raccomandazioni sulla composizione dei vaccini, a febbraio per l’emisfero nord e a settembre per quello sud, così da consentire ai produttori di avviare per tempo la produzione delle dosi destinate alla stagione successiva.
Le nuove indicazioni arrivano mentre la stagione influenzale che si sta concludendo viene ricordata dagli esperti come particolarmente intensa. Secondo le stime, tra influenza e altri virus respiratori sono stati colpiti complessivamente tra 14 e 15 milioni di persone. Oltre ai virus influenzali hanno circolato infatti anche altri patogeni respiratori, tra cui virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus, rinovirus e Sars-CoV-2.
Il picco stagionale è ormai alle spalle, ma la circolazione dei virus non si è ancora completamente esaurita e nelle prossime settimane continueranno a registrarsi nuovi casi. «Questo scenario conferma quanto l’influenza rappresenti ogni anno una sfida importante per la salute pubblica. Proprio per questo motivo la vaccinazione influenzale rimane lo strumento principale di prevenzione per ridurre il numero di casi, le complicanze e i ricoveri, soprattutto tra le persone più fragili come anziani, bambini piccoli e soggetti con patologie croniche» osserva Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Milano e direttore scientifico dell’osservatorio Virusrespiratori.it.
«Nonostante l’aggiornamento annuale della composizione» conclude Pregliasco «il messaggio di salute pubblica resta sempre lo stesso: vaccinarsi rimane la strategia più efficace per proteggersi dall’influenza e dalle sue possibili complicanze. La vaccinazione influenzale non solo riduce il rischio di ammalarsi, ma contribuisce anche a limitare la diffusione del virus nella comunità e a proteggere le persone più vulnerabili».