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Stagione influenzale, Pregliasco: iniziata la fase calante, fine tra febbraio e marzo

10 Febbraio 2026

Dopo aver colpito oltre 10 milioni di italiani, la stagione delle infezioni respiratorie invernali entra nella fase calante e dovrebbe spegnersi tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, in linea con le previsioni che indicavano un numero complessivo di casi compreso tra i 14 e i 16 milioni. Il quadro epidemiologico, intanto, si caratterizza per una circolazione significativa del virus influenzale, in particolare ceppi di tipo A/H3N2, che hanno contribuito a circa un quarto delle infezioni respiratorie segnalate dai sistemi di sorveglianza. Accanto all’influenza, continuano a essere presenti anche altri virus respiratori, come il virus respiratorio sinciziale, il metapneumovirus, il rinovirus e Sars-CoV-2, che mantiene una circolazione stabile nel tempo.

«La stagione sta seguendo un andamento complessivamente atteso, con una presenza contemporanea di più virus respiratori» spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio Virusrespiratori «l’influenza resta il principale determinante dei quadri clinici più impegnativi, soprattutto nei soggetti più anziani o fragili, mentre nella popolazione generale l’infezione decorre nella maggior parte dei casi in modo gestibile».

Nelle prossime settimane è atteso un progressivo calo dell’incidenza, anche se la circolazione dei virus respiratori potrebbe proseguire in modo disomogeneo, influenzata da fattori ambientali e climatici, come gli sbalzi di temperatura.

«La co-circolazione di più virus respiratori è ormai una caratteristica stabile delle stagioni invernali» prosegue Pregliasco «per questo è importante mantenere un approccio di buon senso: proteggere i soggetti più vulnerabili, ricorrere alla vaccinazione quando indicata e adottare comportamenti responsabili in presenza di sintomi respiratori».