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Testo unico farmaceutica: avvertenze Fimmg e Fimp su farmacia dei servizi

1 Aprile 2026

«L’atto medico, che si fonda sulla diagnosi e sulla responsabilità della cura, deve restare chiaramente distinto dalla logistica del farmaco. La sussidiarietà tra medici e farmacisti deve essere una rete di supporto reciproco, non un terreno di invasione di campo che metterebbe a rischio la sicurezza del paziente». È quanto scrive la Fimp, la Federazione italiana dei medici pediatri, nella memoria consegnata alla commissione Igiene e sanità del Senato in occasione della seconda tornata di audizioni sul ddl delega del Testo unico per la farmaceutica.

«La collaborazione multiprofessionale» si legge nel documento consegnato alla Commissione dal presidente della Fimp Antonio D’Avino «è un valore, ma non può tradursi in sovrapposizione di ruoli. L’attribuzione alle farmacie di attività cliniche (televisite, telemonitoraggio) rischia di frammentare il percorso di cura del bambino». Di conseguenza, è la richiesta, «i decreti attuativi devono chiarire che la farmacia agisce come supporto logistico e di orientamento mentre diagnosi, prescrizione e coordinamento clinico restano competenza esclusiva del pediatra di famiglia».

Stesso discorso, continua la Fimp, riguardo all’appropriatezza prescrittiva: «Si tratta di un atto clinico» ha ricordato D’Avino «bene quindi l’interoperabilità tra i sistemi dei diversi attori (medici e farmacie, ndr) ma a ognuno il proprio ruolo». Va tutelato il rapporto di fiducia Pediatra-Famiglia-Persona minore «evitando che la ricerca di prossimità logistica comprometta la qualità e la sicurezza clinica delle cure».

Una richiesta in tal senso arriva anche dalla Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia, che in audizione ha chiesto una riformulazione dell’articolo riguardante televisita e telemonitoraggio: «Occorrerebbe esplicitare nel testo che le due attività si collocano nell’ambito di un approccio multiprofessionale» ha osservato il vicepresidente della Federazione, Alessandro Dabbene «altrimenti sembra che la presa in carico sia un’esclusiva delle farmacie».

Per la Fimmg, in ogni caso, l’integrazione tra farmacisti e operatori sanitari è senz’altro un obiettivo da raggiungere. Anzi, ha ricordato Dabbene, l’obiettivo era già stato fissato dall’articolo 1, comma 8, del d.lgs 502/92, che raccomanda «la collaborazione interprofessionale dei medici di medicina generale dei pediatri di libera scelta con i farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Ssn». Tale disposizione, ha detto Dabbene, «di fatto non è mai stata applicata, quindi sarebbe auspicabile che venisse ripresa nel ddl delega per individuare un efficiente punto d’incontro tra prescrizione e dispensazione del farmaco».

Altra richiesta della Fimmg, infine, riprendere nel ddl anche le novità introdotte di recente dalla Legge Semplificazioni, riguardo all’estensione della validità della ricetta a 12 mesi e al monitoraggio delle terapie.

Un’apertura (indiretta) alle segnalazioni dei due sindacati dei medici convenzionati è arrivata ieri dal presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ospite della conferenza stampa che a Milano ha presentato l’edizione 2026 di Cosmofarma Exhibition. «Nei 20 anni in cui è stata costruita la farmacia dei servizi» ha detto «sono stati fissati tanti punti fermi, dal decreto Semplificazioni fino all’ultima legge di Bilancio. Ora bisogna unire tutti questi punti per assicurare un percorso di cura chiaro al paziente» in una logica di collaborazione stabile tra professionisti e di presa in carico continuativa della cronicità. Anche attraverso una «integrazione» della Convenzione in vigore da appena un anno.