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Testo unico farmaco, ddl delega: la relazione della Ragioneria generale dello Stato

27 Febbraio 2026

Un riordino e aggiornamento delle leggi che oggi regolano produzione, distribuzione e governance della spesa farmaceutica è giudicato coerente con gli obiettivi di sistema e non presenta, in sé, profili di onerosità immediata. Tuttavia, per larga parte delle misure più sensibili – dalla revisione della distribuzione al riassetto di tetti e payback fino al rafforzamento delle farmacie territoriali – non è possibile, allo stato della delega, stimarne l’impatto finanziario. È in sintesi la valutazione contenuta nella Relazione tecnica verificata positivamente dalla Ragioneria generale dello Stato che accompagna il ddl delega per il Testo unico della farmaceutica (A.S. 1786), in avvio d’esame al Senato.

La Relazione chiarisce anzitutto che gli articoli 1 e 2 – finalità e principi generali della delega – non comportano nuovi o maggiori oneri. Il nodo finanziario si concentra invece sull’articolo 3, che definisce i criteri direttivi specifici.

Per quanto riguarda la revisione della disciplina di distribuzione dei medicinali (art. 3, comma 1, lett. a), la Ragioneria osserva che la filiera coinvolge produttori, grossisti, farmacie e strutture sanitarie con dinamiche economiche e margini eterogenei. I costi dipendono da variabili non predeterminabili ex ante: andamento della domanda, politiche di prezzo e rimborso, introduzione di innovativi o equivalenti, modelli regionali di distribuzione diretta o per conto, oltre alla difficoltà di isolare la componente “distribuzione” dagli oneri generali del Ssn. Conclusione: impossibile quantificare ora gli effetti finanziari.

Analoga valutazione per l’adeguamento dei tetti di spesa e dei meccanismi di payback (lett. b). L’impatto è legato a variabili incerte: andamento effettivo della spesa, dinamica dei farmaci innovativi, mercato dei generici, modalità applicative dei meccanismi compensativi, eventuali sistemi premiali e contenziosi. Anche qui, nessuna stima in sede di delega e anzi un avvertimento, che in qualche modo si ricollega anche alla recente polemica sulle gliflozine: il tetto di spesa per la farmaceutica convenzionata risulta «superato in oltre 15 regioni».

Quanto al rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali (lett. e), l’impatto finanziario dipenderà dalle modalità attuative definite nei decreti, dal grado di coinvolgimento delle singole farmacie, dalle differenze organizzative regionali e dall’evoluzione dei rapporti convenzionali con il Ssn. Anche in questo caso, la Relazione esclude la possibilità di una quantificazione preventiva.

Diverso il quadro per l’implementazione dei sistemi informativi (lett. c), unico ambito con copertura definita. È autorizzata una spesa di 16,25 milioni di euro per il 2026, 20,25 milioni per il 2027 e 4 milioni annui a decorrere dal 2028. Le risorse finanziano sia l’integrazione territoriale dei sistemi (adeguamento piattaforme, interoperabilità, sicurezza, formazione, potenziamento infrastrutture, manutenzione) sia l’infrastruttura nazionale (sviluppo e aggiornamento di data center e piattaforme Fse, Ini e Dossier farmaceutico, interoperabilità avanzata, sicurezza, gestione). La copertura è assicurata mediante riduzione dei fondi speciali del Mef, con accantonamento relativo al Ministero della salute.

Per il potenziamento del Sistema Tessera Sanitaria e la digitalizzazione delle prescrizioni (lett. d), la Relazione richiama la normativa già vigente e afferma la sostanziale invarianza finanziaria.

Cruciale la clausola contenuta nell’articolo 4: qualora i decreti attuativi relativi a distribuzione, tetti/payback e rafforzamento delle farmacie comportino nuovi o maggiori oneri non compensati internamente o tramite fondi speciali, essi potranno essere emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti che stanzino le risorse necessarie. È la condizione posta per garantire la neutralità finanziaria complessiva della delega.

In sintesi, la Ragioneria “bollina” il ddl, ma delimita con nettezza il perimetro certo: la digitalizzazione è finanziata e quantificata; il cuore regolatorio della riforma – distribuzione, payback, farmacia dei servizi e pianificazione territoriale – resta subordinato a future scelte di copertura. Per le farmacie, l’esito dell’iter e soprattutto dei decreti legislativi sarà dunque decisivo per comprendere se il riordino si tradurrà in un vero ripensamento della governance o in un intervento prevalentemente infrastrutturale.