Con 40.192 nuove diagnosi nel 2024, il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile. In assenza di un programma nazionale organizzato, Lombardia e Basilicata sono oggi le prime regioni ad aver attivato un percorso di screening strutturato e gratuito. Dal 2023 Fondazione Onda Ets riunisce Regioni e stakeholder per definire un modello nazionale coordinato e sostenibile di prevenzione e diagnosi precoce. All’ultimo tavolo interregionale “Tumore della prostata e Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea. Prevenzione e diagnosi precoce”, con stakeholder e rappresentanti di Campania, Emilia-Romagna e Veneto, le esperienze delle due regioni sono state indicate come esempi virtuosi.
In Lombardia lo screening è attivo da novembre 2024, coordinato dalle Ats (Agenzie di tutela della salute) ed erogato con il coinvolgimento di enti pubblici e privati, tra cui Asst e Irccs. Il percorso prevede questionario online sul Fascicolo sanitario elettronico e, per chi è idoneo, accesso gratuito al test del Psa (Antigene prostatico specifico) tramite voucher di trenta giorni, con visita urologica nei casi a rischio ed eventuali approfondimenti con risonanza magnetica e biopsia. I dati aggiornati a dicembre 2025 segnalano circa 26.000 cittadini che hanno compilato il questionario, 20.444 idonei con “buono Psa” e 6.996 test già effettuati; 1.122 i pazienti inviati a visita urologica e 98 le risonanze magnetiche proposte. Fondazione Onda Ets evidenzia inoltre che, a dicembre 2025, è stato rilasciato Screen-up, il nuovo gestionale unico regionale per gli screening oncologici, avviato proprio con il percorso sulla prostata e destinato nel 2026 a estendersi agli altri screening regionali.
In Basilicata il programma è attivo da giugno 2025 e si sviluppa attraverso questionario online, test del Psa, visita urologica e risonanza magnetica biparametrica. Gestito tramite piattaforma informatica sul sito dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, è rivolto ai cittadini tra i 45 e i 70 anni. A dicembre 2025 risultano circa 6.500 questionari compilati e 3.700 Psa eseguiti; le visite urologiche programmate sono 545, di cui 480 già effettuate. Da queste sono derivate 260 risonanze prescritte (165 già eseguite) e 22 biopsie, con 9 diagnosi positive e 3 prostatectomie radicali già concluse. Il comunicato segnala tra i punti qualificanti del modello lucano l’estensione ai cittadini tra i 45 e i 50 anni con rischio eredo-familiare e l’uso dell’intelligenza artificiale a supporto della lettura delle risonanze, per ridurre variabilità diagnostica e falsi positivi.
«Le esperienze della Lombardia e della Basilicata – primi laboratori regionali di innovazione – dimostrano che uno screening digitale, gratuito e ben organizzato può muovere numeri importanti in pochi mesi e guidare il paziente attraverso un percorso semplice ma rigoroso, capace di individuare precocemente i tumori clinicamente significativi» osserva Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda Ets.
Sulla base delle prime sperimentazioni, Fondazione Onda Ets ed esperti sottolineano la necessità di una regia nazionale per garantire equità, standardizzazione dei protocolli e monitoraggio degli esiti, superando differenze tra sistemi regionali. «Una governance nazionale consentirebbe di definire indicatori comuni e di mettere in atto correzioni tempestive, evitando che l’innovazione proceda disomogenea… Per questo è cruciale affiancare allo screening un sistema strutturato di gestione e sorveglianza, capace di prevenire l’eccesso di trattamento legato alla sovradiagnosi» aggiunge Orthmann.
Giorgio Macellari, consigliere Europa Uomo Italia, richiama il tema dell’accesso tardivo alla diagnosi: «Spesso gli uomini arrivano tardi… Gli screening organizzati, coordinati da una regia nazionale e abbinati a campagne promozionali capillari, possono invertire questa tendenza… Un ruolo cruciale in questo percorso è svolto dai Medici di medicina generale, che devono quindi ricevere un’adeguata formazione». Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda Ets, conclude: «La prossima sfida sarà passare dalla sperimentazione alla costruzione di una regia condivisa, capace di garantire lo stesso diritto alla prevenzione su tutto il territorio nazionale».
L’iniziativa, organizzata con il contributo incondizionato di Astellas, è stata patrocinata da Aigom (Associazione italiana gruppi oncologici multidisciplinari), Airo (Associazione italiana di radioterapia ed oncologia clinica), Auro (Associazione urologi italiani), Cipomo (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri), Europa Uomo Italia, Let’s Talk Prostate Cancer, Ropi (Rete oncologica pazienti Italia), Simg (Società italiana dei medici di medicina generale), Siu (Società italiana di urologia) e Siuro (Società italiana di uro-oncologia).