«Il binomio telemedicina più farmacia dei servizi rappresenta un modello ibrido che, combinando innovazione digitale e presenza capillare sul territorio, segna un’evoluzione verso una medicina distribuita, accessibile e centrata sul paziente». È la valutazione che arriva dal white paper “Innovazione & Sostenibilità: il valore strategico del settore farmaceutico”, realizzato da Impatta con il supporto di Deloitte e presentato nei giorni scorsi, che dedica uno dei passaggi più rilevanti proprio al ruolo della farmacia nella sanità che cambia.
Nel capitolo dedicato alla digital health, il documento mette in evidenza come la diffusione della telemedicina e l’espansione della farmacia dei servizi stiano contribuendo a ridisegnare l’organizzazione dell’assistenza, spostando il baricentro verso il territorio. I dati richiamati nello studio segnalano una crescita molto sostenuta delle prestazioni erogate in modalità digitale e, parallelamente, un incremento significativo dei servizi offerti dalle farmacie, con un aumento delle prestazioni che testimonia l’evoluzione in atto del presidio territoriale. In questo quadro, la farmacia viene indicata come uno degli snodi fondamentali per garantire accesso alle cure, continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti, soprattutto nelle aree dove l’offerta sanitaria tradizionale è più fragile. Nel 2023, ri orda in particolare il paper, si è registrato un incremento del +172% nei consulti specialistici in telemedicina e del +28% nelle prestazioni erogate tramite farmacia dei servizi.
La logica è quella di un’integrazione tra canali fisici e digitali: la telemedicina consente di superare le barriere geografiche e temporali, mentre la rete capillare delle farmacie assicura prossimità, relazione e supporto operativo. Il risultato è un modello di assistenza che unisce efficienza tecnologica e presidio umano, con ricadute dirette anche sull’aderenza terapeutica e sulla gestione delle patologie croniche. Il white paper richiama inoltre il ruolo crescente di strumenti come le Digital Therapeutics e i Patient Support Program, che rafforzano ulteriormente la dimensione di accompagnamento del paziente lungo tutto il percorso di cura .
Questo assetto si inserisce in una trasformazione più ampia della medicina, sempre più orientata verso il paradigma delle “4P” – predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa – resa possibile dall’integrazione tra dati clinici, tecnologie digitali e biotecnologie. In tale contesto, la farmacia dei servizi non è più solo un’estensione delle funzioni tradizionali, ma una componente strutturale dei nuovi modelli assistenziali, capace di contribuire alla sostenibilità del sistema attraverso la riduzione di accessi impropri, la gestione precoce dei bisogni e il supporto alla prevenzione.
Solo a partire da questa evoluzione si comprende il quadro più generale delineato dal white paper, che colloca l’innovazione farmaceutica all’interno di una strategia più ampia di sostenibilità. Il settore, evidenzia il documento, continua a rappresentare uno dei principali motori industriali del Paese, con circa 4 miliardi di euro di investimenti annui tra ricerca e sviluppo e tecnologie e una produzione che supera i 56 miliardi, in gran parte destinata all’export. Ma il vero salto di qualità richiesto oggi non è solo quantitativo.
L’innovazione, sottolinea lo studio, deve essere valutata nella sua capacità di generare valore complessivo: clinico per i pazienti, economico per il sistema sanitario e ambientale per il contesto in cui opera. In questa prospettiva, il farmaco viene ridefinito come investimento sociale e l’industria come partner strategico della sanità, chiamata a contribuire non solo allo sviluppo di nuove terapie ma anche alla sostenibilità dei modelli di cura .
Anche sul fronte ambientale emergono segnali rilevanti, con una crescente adozione di tecnologie green e performance emissive già migliori rispetto alla media manifatturiera. Tuttavia, le principali criticità riguardano la sostenibilità economica dell’innovazione e la tenuta delle catene di fornitura, in un contesto segnato da dipendenze esterne e aumento dei costi produttivi. Elementi che si riflettono sull’intera filiera, fino alla farmacia, chiamata a gestire sempre più frequentemente problemi di disponibilità e continuità delle forniture.
Nel complesso, il white paper restituisce l’immagine di un settore in profonda trasformazione, in cui digitalizzazione e sostenibilità procedono di pari passo. E in questo scenario, la farmacia dei servizi – integrata con la telemedicina – si configura come uno dei pilastri operativi su cui costruire una sanità più accessibile, efficiente e orientata al paziente.