Digitalizzazione, dematerializzazione definitiva della ricetta rossa, firma elettronica, procedure della piattaforma webcare dpc. Sono alcuni dei temi affrontati nei due incontri che nelle settimane scorse hanno messo di fronte i vertici di Federfarma Lombardia (la presidente Annarosa Racca, il segretario del Sunifar Dario Castelli e il direttore generale Antonio Recchia) e i farmacisti titolari di Lecco e Como, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni e fornire chiarimenti sui principali flussi di lavoro che investono la quotidianità della farmacia e lavorare sugli obiettivi futuri.
Si è parlato di Siss, il Sar lombardo, riguardo al quale non sono mancate nuove lamentele rispetto alla stabilità dei collegamenti, ma domande e richieste di chiarimenti hanno riguardato anche la nota con cui a gennaio la Regione aveva raccomandato la dematerializzazione delle ricette rosse. La disposizione, è stato spiegato, va presa come un’indicazione di lavoro, ma non significa che dal prossimo mese le ricette rosse su carta verranno categoricamente respinte. Federfarma Lombardia, ha ricordato in particolare la presidente Racca, lavora da sempre per fare in modo che la farmacia sia sempre all’avanguardia e semplificare la burocrazia che grava sulle farmacie, come dimostra per esempio il progetto per la firma elettronica, che rappresenta anche una sicurezza per i titolari nei rapporti con le loro Asl. Si è poi parlato del successo della telemedicina – tanto in regime convenzionato quanto out of pocket – e delle vaccinazioni, che presto si allargheranno.
«È stata una serata estremamente utile, che è servita a sciogliere molti dubbi dei titolari» è il giudizio di Gloria Cairoli, presidente di Federfarma Lecco «va dato merito alla presidente Racca di avere risposto con franchezza sia a quello che i presenti hanno chiesto, sia a quello che non hanno chiesto». «Un incontro molto positivo» conferma il presidente di Federfarma Como, Attilio Marcantonio «si è parlato di problemi concreti e quotidiani e i presenti hanno capito cosa vuol dire avere un presidente regionale che conosce il lavoro in farmacia perché anche lei è al banco ogni giorno».