La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, stretto tra crescita della domanda, aumento dei costi e bisogni sempre più complessi, è stata ieri al centro del confronto nella prima giornata degli Stati Generali dell’Economia della Salute, l’iniziativa ideata e promossa dal consigliere regionale Emanuele Monti con l’obiettivo di fare il punto sul futuro della sanità a cinquant’anni dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale, coinvolgendo oltre cinquanta enti tra istituzioni, agenzie, mondo accademico e stakeholder. In programma ieri e oggi alle Ville Ponti di Varese, la convention ha visto ieri interventi e tavole rotonde dipanarsi attorno al tema della sostenibilità: non basta aumentare le risorse, serve una riorganizzazione profonda del sistema, capace di integrare prevenzione, innovazione e governo della spesa.
«L’obiettivo dell’iniziativa è discutere la sostenibilità e il futuro del sistema sanitario nazionale a 50 anni dalla sua nascita, cercando di mettere in campo tutti gli strumenti», ha ricordato lo stesso Monti nella fase di avvicinamento all’evento, sottolineando la volontà di «creare un luogo di incontro» tra attori diversi chiamati a lavorare su temi strutturali.
Non a caso, nella giornata inaugurale si è respirata l’ambizione di costruire un appuntamento stabile di confronto, una sorta di piattaforma permanente capace di mettere a sistema competenze e visioni. Una “Cernobbio della sanità”, secondo alcune letture emerse a margine dei lavori, che nelle intenzioni del promotore dovrebbe contribuire a definire strategie di medio-lungo periodo per un sistema che mostra segnali crescenti di affaticamento.
A dare il via ai lavori è stato l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, che ha posto l’accento su uno dei nodi più critici dell’organizzazione sanitaria: il peso della burocrazia. «La burocrazia sta soffocando il sistema sanitario», ha affermato, annunciando l’avvio in Lombardia di un percorso strutturato per misurarne l’impatto e ridurlo. L’obiettivo è «restituire tempo alla cura», intervenendo su un assetto che oggi vede i professionisti assorbiti in larga parte da adempimenti amministrativi: secondo i dati richiamati, un medico dedica in media due ore alla burocrazia per ogni ora di attività clinica e circa il 30% del tempo complessivo è occupato da pratiche e autorizzazioni.
Per affrontare il problema, la Regione istituirà a breve un nucleo operativo interdisciplinare dedicato alla semplificazione dei percorsi sanitari, con il coinvolgimento non solo di tecnici e amministrativi ma anche di associazioni di pazienti e cittadini. «Se necessario interverremo anche con norme regionali», ha aggiunto Bertolaso, indicando nella semplificazione e nella prevenzione due leve fondamentali per garantire la sostenibilità del sistema. «Dobbiamo passare da una burocrazia conflittuale a una burocrazia che aiuta».
Il tema della prevenzione è emerso come una delle direttrici strategiche più condivise nel corso della giornata, indicata come «colonna portante» su cui costruire il futuro della sanità. Un orientamento che si intreccia con la necessità di ripensare l’allocazione delle risorse, in un contesto in cui la spesa sanitaria continua a crescere – in Lombardia da 18 a 23 miliardi in meno di dieci anni – mentre aumenta anche la quota a carico dei cittadini. Un fenomeno che si traduce in una progressiva rinuncia alle cure: secondo i dati citati nel dibattito, circa il 15% degli italiani ha limitato la propria spesa sanitaria.
Da qui l’insistenza, da parte dei relatori, sulla necessità di rafforzare il governo territoriale della sanità e migliorare la programmazione, valorizzando il ruolo delle Regioni ma anche quello degli enti locali, chiamati a un maggiore coinvolgimento. Allo stesso tempo, è stato più volte richiamato il bisogno di superare le frammentazioni tra pubblico e privato, ancora frenate da una «cultura del sospetto» che ostacola collaborazioni più efficaci.
Tra i comparti coinvolti nei lavori anche il farmaceutico e la farmacia, con una tavola rotonda dedicata a Lea e Prontuario farmaceutico al quale hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Costa, consulente del ministro della Salute, Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, Andrea Mandelli, presidente della Fofi, Massimo Scaccabarozzi, direttore di Think Thank On Radar Fondazione Menarini e Francesca Patarnello, vice president Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia.
In tema di semplificazione della burocrazia sanitaria, in particolare, la presidente Racca ha ricordato l’aiuto che le farmacie offrono quotidianamente agli assistiti meno “smart” con il digitale per operazioni come il cambio del medico o la spedizione delle ricette. Riagganciandosi poi a un altro degli argomenti toccati nei lavori, l’assistenza oncologica, Racca ha rammentato screening e prestazioni della farmacia dei servizi, che tra breve si allargheranno anche alla vaccinazione contro hpv e tetano.