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Chivasso, la vicenda della farmacia comunale rimasta sulla “carta” per 12 anni

20 Gennaio 2026

È ufficialmente partita con la pubblicazione del bando di gara la procedura che “regalerà” al comune di Chivasso la sua prima farmacia comunale, da assegnare in gestione mediante concessione decennale. La scadenza per la presentazione delle offerte è stata fissata alle ore 9 del prossimo 10 febbraio e a chi vincerà verrà chiesto non solo di garantire l’esercizio, ma anche di individuare locali idonei nella zona prevista, allestire la struttura e assicurare un progetto gestionale orientato ai servizi, con attenzione a fragili e anziani.

A fare notizia, tuttavia, non è tanto la gara, quanto la complessa vicenda che c’è dietro. La lunga gestazione del progetto e le scelte compiute dal Comune lungo il percorso hanno infatti alimentato polemiche che interessano da vicino anche il mondo delle farmacie private, perché toccano un punto sensibile: il rapporto tra programmazione delle sedi, domanda di prossimità e utilizzo degli strumenti normativi che consentono al Comune di mantenere la titolarità pubblica del presidio.

Per capire la portata della partita bisogna tornare indietro di diversi anni. Al luglio 2012, secondo alcuni articoli della stampa locale e una delibera comunale che – ai sensi della Legge 27/2012 (concorso straordinario) – individuava la necessità di nuove sedi nelle zone Blatta e Coppina, due aree in crescita demografica. Più in là, però, il Comune non era andato e con il passare degli anni gli abitanti dei quartieri che avrebbero dovuto beneficiare della nuova farmacia cominciano a mostrare segni d’impazienza: partono iniziative pubbliche, alcuni gruppi politici s’interessano della questione, scattano interrogazioni consiliari e petizioni.

Nulla si muove fino alla revisione più recente: con deliberazione del 24 dicembre 2024 (intanto nl 2022 è scaduta la graduatoria del concorso straordinario) il Comune approva la nuova Pianta organica e certifica l’istituzione della sede farmaceutica numero 8, motivandola con il criterio demografico (popolazione residente di 26.201 abitanti al 31 dicembre 2023, con resto eccedente il 50%). La perimetrazione viene dettagliata con precisione e riferita a vie e confini.

Passa poco più di un mese dalla deliberazione e il 6 febbraio 2025 la Giunta stabilisce di esercitare il diritto di prelazione ai sensi degli articoli 9 e 10 della legge 475/1968, «ai fini dell’assunzione della titolarità e gestione pubblica della nuova sede farmaceutica». Seguono gli altri passaggi preparatori, incluso un documento del novembre 2025 che con una “indagine di mercato” raccoglie le manifestazioni di interesse riguardo alla gestione: viene chiarito che potranno candidarsi sia farmacisti privati sia società di capitale e l’operatore, se scelto, dovrà farsi carico di locali, investimenti e gestione, «senza la previsione di contributi» da parte dell’ente. E viene anche esplicitato che la modalità definitiva potrà essere concessione, società mista o altra forma coerente con la disciplina dei servizi pubblici locali.

L’ultimo atto, ora, è il bando con scadenza 10 febbraio 2026, che porta la vicenda alla fase in cui il mercato – e quindi anche i farmacisti interessati – deve misurarsi con le condizioni poste dal Comune: titolarità pubblica, insegna “Farmacia Comunale” da mantenere e un affidamento decennale costruito su un progetto gestionale e di servizio.