dalle regioni

Diretta extra-pht, Lattuneddu (Federfarma FC): disomogeneità compromette Lea

20 Marzo 2026

Le differenze tra provincia e provincia che in Emilia Romagna si registrano nei volumi della diretta per i farmaci dell’extra-pht sono così ampie che, di fatto, «i Lea vengono messi in discussione in modo sostanziale». Sono le parole con cui il presidente di Federfarma Forlì-Cesena, Alberto Lattuneddu, commenta i dati della sua Regione riguardo ai pezzi transitati nel 2025 dal canale della distribuzione per conto nelle diverse Asl del territorio. Ai primi del mese l’amministrazione emiliano-romagnola aveva fornito a Federfarma e Assofarm un report dal quale risultava che nell’anno passato dalla dpc erano passati farmaci della convenzionata per quasi due milioni di scatole, circa il doppio rispetto al 2024 (i cui dati, tuttavia, mancavano dei rendiconti dell’Asl di Modena).

Presidente, lei polemizza da lungo tempo nei confronti della sua Asl, l’Azienda sanitaria della Romagna, per le differenze che sussistono tra la sua provincia e quelle vicine. Cosa dice di questi nuovi dati?
Non c’è dubbio l’analisi specifica per l’ambito dell’Asl Romagna (che include le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) evidenzia un trend di crescita molto marcato, ma con una profonda disomogeneità interna: mentre Ravenna mostra una sostanziale stabilità, la provincia di Rimini registra balzi nei consumi che in molti casi superano il 100%. Nel complesso, il volume dell’extra-Pht in Romagna è passato dai 292.249 pezzi del 2024 a 410.797 nel 2025.

E nelle singole province?
Propongo qualche cifra di dettaglio per essere chiaro: pantoprazolo, a Ravenna i pezzi sono cresciuti tra 2024 e 2025 del 3% (da 2.354 a 2.429), a Forlì-Cesena  del 33% (da 9.005 a 11.970), a Rimini del 176% (da 2.154 a 5.956); dapagliflozin, Rimini +66%, Forlì-Cesena +46%, Ravenna +34%; metoprololo, a Rimini l’erogazione è triplicata (+219%), a Ravenna è cresciuta di appena il 2%; ramipril, cala sia a Ravenna (-14%) sia a Forlì-Cesena (-8%), Rimini invece è in controtendenza con un +52% (da 3.083 a 4.704 pezzi).

Tirando le somme?
La provincia di Rimini è il motore della crescita della Romagna per quasi tutte le molecole analizzate. Ravenna risulta il territorio dove i consumi rimangono quasi invariati, mentre Forlì-Cesena mostra una crescita solida e volumi assoluti spesso superiori agli altri due ambiti provinciali.

Quindi?
In Emilia Romagna la distribuzione diretta cresce e pesa in modo sempre più gravoso sulle farmacie, ma in modo asimmetrico perché i dati del 2025 dicono che solo alcune Province contribuiscono all’incremento regionale.

E tra queste la sua…
Per quanto concerne la Romagna, è fuor di dubbio che la provincia di Forli e Cesena continua a distinguersi con un aumento esponenziale come volumi. Ancora una volta, risulta invece in evidente controtendenza la provincia di Ravenna.

Per quale ragione?
Una delle varie ipotesi è che i punti distributivi Asl su Forli e Cesena siano maggiormente curati come direttive aziendali, oppure si possono avanzare ragioni campanilistiche/politiche. Sarebbe interessante, poi, se la Regione fornisse dati anche sulla convenzionata suddivisi per singola molecola e per singolo ambito territoriale, come ha fatto per la distribuzione diretta extra-pht, in modo da capire se ad aumenti dei volumi di determinate molecole in diretta corrispondano variazioni a salire o scendere nel canale della convenzionata. Certo è che nella provincia di Forli e Cesena sono stati distribuiti in diretta nel 2025 591 pezzi dell’extra-Pht ogni mille abitanti, mentre in provincia di Bologna i pezzi ogni mille abitanti sono poco più di cento. Quale sia l’interesse pubblico perché permangano tali disparità resta un mistero, tuttavia quando si è parte di un sistema è necessario che tutti facciano la loro parte, nessuno escluso. Dunque se un’estesa applicazione della diretta risulta necessaria per ragioni economiche e politiche, è allora legittimo aspettarsi che nell’ambito di una singola Asl tutti concorrano in modo equo e omogeneo all’obiettivo.

E sì che durante il covid la Regione vi ha portati in palmo di mano…
La gratitudine di quel periodo, quando la sanità regionale chiese aiuto alla rete delle farmacie, è ormai solo un ricordo, nella mente dei farmacisti titolari ma anche in quella dei politici che amministrano la Regione.

E sulla farmacia dei servizi?
Stessa disomogeneità. In Romagna le prestazioni convenzionate sono contingentate (tre ecg per singola farmacia al mese), in Emilia invece non ci sono tetti. Eppure le liste d’attesa affliggono tanto gli emiliani quanto i romagnoli.