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Distribuzione diretta, ad Ancona l’Asl corre ai ripari per l’ex Crass

9 Gennaio 2026

Dopo le proteste di assistiti e forze politiche, l’Asl di Ancona corre ai ripari e mette in campo un pacchetto di misure dirette a migliorare il servizio della farmacia territoriale ex Crass, dove vengono distribuiti i farmaci della diretta. A darne notizia un lancio dell’Ansa, secondo il quale l’azienda sanitaria aggiungerà un farmacista a quelli già in organico e avvierà i lavori per la copertura dell’atrio, per offrire un riparo ai pazienti in attesa.

In aggiunta, prosegue l’Ansa, già da questa settimana verranno ampliati gli orari di apertura: il lunedì dalle ore 14.30 alle ore 16.30, il martedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30, il mercoledì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 16.30, il giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e infine il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30. «Rispetto al passato l’estensione è dunque di sei ore in più alla settimana» spiega l’Asl «con la novità dell’apertura pomeridiana in due giorni alla settimana per venire incontro ai crescenti bisogni della cittadinanza di Ancona e dei Comuni limitrofi».

Solo due anni fa, ricorda ancora l’Asl, «il Servizio farmaceutico di Ancona era stato oggetto di migliorie logistiche (locali ampliati, nuovo front office, area di accoglienza con posti a sedere, priva di barriere architettoniche, naturale “sfogo” viatico nel riparato porticato antistante, eliminacode)». I nuovi interventi «ientrano nel programma aziendale di fornire alla cittadinanza un servizio sempre più funzionale».

Soddisfazione dall’assessore alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro. «Voglio ringraziare il direttore, Giovanni Stroppa e tutto il suo team» è il commento «per aver preso subito la situazione in considerazione. Ero stato già informato di questo passaggio già programmato questo ampliamento del servizio potrà aiutare l’utenza anconetana e di questo sono soddisfatto».

Come si ricorderà, tra l’estate e l’inverno la farmacia territoriale era stata al centro di polemiche e proteste per la qualità del servizio offerto: i pazienti, erano in sintesi le accuse, sono costretti ad attendere per ore all’aperto, in spazi inadeguati e con pochi posti a sedere. E le fasce orarie di apertura, concentrate nelle prime ore del mattino, sono insufficienti per smaltire l’utenza quotidiana.