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Emilia Romagna: dietrofront Regione sulle Cfa, non sulle indennità alle rurali

18 Febbraio 2026

Sembra ricomporsi, in Emilia Romagna, lo strappo tra Regione e farmacie aperto dalle due delibere di giunta approvate a fine dicembre su indennità per le farmacie rurali e regolamento delle Commissioni farmaceutiche regionali. Come si ricorderà, a gennaio Federfarma e Assofarm avevano inviato alla Regione una lettera in cui minacciavano la rottura di tutti i tavoli negoziali in corso se le due delibere non fossero state velocemente corrette, considerato che le disposizioni contenute non erano state in precedenza concertate con le farmacie.

In particolare, i due sindacati contestavano fasce dei punteggi e ammontare dei contributi per quanto concerne la delibera sulle indennità alle rurali e, riguardo alla dgr sul regolamento delle Cfa, la severità della casistica relativa agli addebiti diretti delle ricette contestate.

Recepite le proteste, la giunta ha provveduto l’altro ieri (16 febbraio) a modificare la delibera sul regolamento delle Commissioni farmaceutiche con una nuova disposizione che da un lato estende le casistiche per le quali è consentita la regolarizzazione delle ricette da parte della farmacia e, dall’altro, riduce le casistiche per le quali invece la sola regolarizzazione non è sufficiente e scatta anche l’addebito diretto. Inoltre, la nuova delibera dispone che i componenti delle Cfa non possono far parte del Gruppo di lavoro regionale che in base al regolamento regionale è competente per i casi in cui nelle Commissioni scatta la parità tra votanti.

Soddisfatti Federfarma e Assofarm, che in segno di distensione hanno rinunciato a ogni contestazione sull’altra delibera, relativa alle indennità per le farmacie rurali.