dalle regioni

Gliptine e gliflozine, Schifani (Sicilia) scrive ad Aifa e Corte dei conti

21 Novembre 2025

Cresce il malumore delle Regioni per le riclassificazioni con cui sono state riclassificati da Pht a convenzionata alcuni importanti antidiabetici come le gliptine (l’anno scorso) e le gliflozine (quest’anno). L’ultima a esternare il proprio malcontento è la Sicilia, che con il suo presidente Renato Schifani ha inviato una lettera a ministero della Salute, Aifa, Conferenza delle Regioni e Corte dei conti per denunciare l’impatto della riclassificazione sulle casse regionali. L’intervento risale alla fine di ottobre ma a darne notizia è stato ieri un articolo di la Repubblica: nella lettera, scrive il quotidiano, Schifani chiederebbe una revisione delle norme introdotte con la legge di bilancio 2024, responsabili a suo parere di una «impennata della spesa farmaceutica regionale senza benefici assistenziali per i cittadini».

La stima del governatore, affiancato dall’assessore alla Salute Daniele Faraoni e dai vertici del servizio farmaceutico regionale, è che nei primi sei mesi del 2025 la misura abbia comportato un incremento del 27% della spesa per i soli farmaci antidiabetici, pari a 3,9 milioni di euro in più per la Sicilia. Nella lettera, in particolare, si sottolinea come l’aumento riguardi la spesa e non i consumi, rimasti invece sostanzialmente stabili, segno che il fattore determinante è l’incremento dei costi unitari dei farmaci.

Ma a preoccupare Schifani sono anche le gliflozine, riclassificate quest’anno in convenzionata e caratterizzate da un utilizzo che va oltre il diabete. Per questa categoria la Regione stima un aggravio di «decine di milioni di euro» nei prossimi mesi, con il rischio di mettere sotto pressione i tetti di spesa farmaceutica e i bilanci sanitari regionali. Schifani collega questa dinamica anche alla recente eliminazione, da parte di Aifa, di alcuni meccanismi di controllo dell’appropriatezza e della spesa, che avrebbero contribuito finora a contenerne la crescita, in un contesto in cui la spesa farmaceutica nazionale sarebbe aumentata del 7% tra il 2023 e il 2024.

Nel documento il governatore siciliano chiede quindi di valutare correttivi ai commi 224, 225 e 227 dell’articolo 1 della legge 213/2023, con cui è stata introdotta la norma, e una revisione delle decisioni Aifa che hanno accompagnato il passaggio in convenzionata. La richiesta è di riaprire il confronto istituzionale sugli effetti della riclassificazione, alla luce del rischio che, senza adeguate compensazioni o nuovi strumenti di controllo, il maggior onere ricada interamente sulle Regioni. Un allarme che non riguarda solo la Sicilia: sempre secondo la Repubblica, altre amministrazioni, tra cui il Lazio, avrebbero manifestato analoghe perplessità e chiesto un maggiore coinvolgimento delle Regioni nei processi decisionali dell’Aifa.