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Lazio, dalla Regione progetto per anticipare i farmaci a chi esce dal pronto soccorso

20 Marzo 2026

Uscire dal pronto soccorso con i farmaci già in mano, senza ulteriori passaggi dal medico di famiglia e in farmacia. È l’ipotesi sulla quale la Regione Lazio sta costruendo un progetto destinato a incidere in modo significativo sulla gestione delle dimissioni dai dipartimenti di emergenza. L’iniziativa, messa a punto dalla Commissione regionale del farmaco, prende le mosse da un dato strutturale – 1,7 milioni di accessi ai pronto soccorso nel 2025 – e soprattutto da una criticità riconosciuta dallo stesso documento regionale, ossia l’assenza di modalità codificate per garantire al paziente dimesso l’avvio immediato della terapia. Anche se non manca il sospetto che dietro alla misura ci sia anche la convinzione di raggiungere obiettivi di natura economica, legati alla spesa farmaceutica regionale.

Il modello delineato punta a colmare quella che viene definita una “zona grigia assistenziale”, introducendo un sistema in cui i farmaci necessari alle prime fasi del trattamento vengono consegnati direttamente al paziente al momento della dimissione. Il perno organizzativo è rappresentato dalla farmacia ospedaliera: la dispensazione avverrà sotto la responsabilità di un farmacista ospedaliero individuato come referente, cui spetteranno anche il monitoraggio e la tracciabilità delle forniture. Le strutture aderenti – aziende ospedaliere, policlinici universitari e Irccs – potranno partecipare su base volontaria, ma dovranno dotarsi di protocolli operativi dedicati, garantire la disponibilità dei medicinali h24 e integrare i sistemi informativi per la gestione delle prescrizioni e dei flussi.

Il progetto non è ancora una misura a regime, ma si configura come un percorso per fasi. La prima tappa, indicata nel cronoprogramma regionale, prevede l’avvio entro questo mese con un set limitato di categorie terapeutiche, in particolare antibiotici ed eparine a basso peso molecolare. L’estensione ad altre classi di farmaci sarà definita successivamente dal gruppo di lavoro incaricato, sulla base dei risultati della sperimentazione e delle evidenze raccolte sul campo. In questa fase, quindi, il Lazio si muove lungo una linea già esplorata in altri contesti regionali, ma con l’obiettivo dichiarato di strutturare un modello stabile e replicabile.

Sul piano istituzionale, il progetto nasce in ambito tecnico, all’interno della Commissione regionale del farmaco, e si inserisce nel quadro delle politiche regionali di appropriatezza prescrittiva e decongestionamento dei pronto soccorso. Non risulta al momento un provvedimento legislativo in senso stretto, ma un atto di indirizzo organizzativo che dovrà tradursi in deliberazioni attuative delle singole aziende sanitarie e, verosimilmente, in successivi passaggi di consolidamento a livello di giunta regionale. Proprio questo passaggio sarà determinante per definire in modo più preciso perimetro, finanziamento e modalità di integrazione con l’assistenza territoriale.

Le criticità operative non mancano e sono esplicitate dagli stessi attori coinvolti. I medici di famiglia della Fimmg Roma, pur esprimendo apprezzamento per l’impostazione, richiama la necessità di una riorganizzazione logistica dei pronto soccorso, del pieno coinvolgimento dei farmacisti ospedalieri e soprattutto dello sviluppo di sistemi informativi interoperabili. Il nodo centrale resta quello dell’integrazione con il territorio: «La dispensazione diretta dei farmaci alla dimissione dal pronto soccorso rappresenta un cambiamento rilevante nel modo di intendere la presa in carico del paziente», osserva il sindacato, sottolineando però che la sfida sarà evitare sovrapposizioni e mantenere un equilibrio tra livelli assistenziali.