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Ricette false, a Bari Procura avvia controlli a tappeto tramite l’Ordine

28 Febbraio 2026

Si allargano, a Bari, le indagini partite dall’operazione di polizia che una decina di giorni fa avevano portato all’arresto di tre persone con l’accusa di spaccio di ricette false per ottenere oppiacei e benzodiazepine da rivendere illegalmente. La procura della Repubblica del capoluogo pugliese si è infatti rivolta all’Ordine dei farmacisti per raccogliere dalle farmacie delle province di Bari e Bat la documentazione relativa alla «dispensazione di farmaci ad azione stupefacente, effettuata in regime privatistico, a fronte di presentazione di ricette mediche “bianche”».

A riferire la notizia una circolare dello stesso Ordine, nella quale si ricorda che i farmaci prescritti nelle ricette falsificate sono buprenorfina uso transdermico, fentanyl uso nasale, orale e transdermico, idromorfone uso orale, morfina uso orale, ossicodone uso orale 20-40-80 mg da solo o in associazione con paracetamolo o naloxone, tapentadolo uso orale e tramadolo in formulazione orale (anche in associazione farmacologica con altri principi attivi).

La dispensazione di tali farmaci, prosegue l’Ordine, è assoggettata al rigoroso rispetto degli adempimenti dettati dall’articolo 45 del Codice civile e dagli articoli 6 e 6 bis del Dpr 309/90. In particolare, occorre annotare sulla ricetta il nome, cognome e gli estremi di un documento di riconoscimento dell’acquirente, nonché conservare la ricetta per due anni a decorrere dalla data di dispensazione.

«Al fine di evitare che, in caso di verifica da parte degli organi di controllo, emergano divergenze tra l’acquistato, l’erogato a carico del Ssn e il dispensato in regime privatistico» si legge ancora nella circolare «titolari e direttori di farmacia sono invitati a eseguire un’attenta verifica delle prescrizioni relative ai predetti farmaci ed erogate in regime privatistico e prestare la massima attenzione, in fase di dispensazione dei medesimi, attendendosi al più rigoroso rispetto delle norme indicate». I gestionali utilizzati dalle farmacie, ricorda a tal proposito l’Odine, prevedono appositi sistemi di alert che consentono al farmacista di porre maggiore attenzione agli adempimenti richiesti dalla norma in fase di dispensazione in regime privatistico dei suddetti medicinali. «Pertanto, si invitano i titolari e direttori di farmacia a contattare le software house di proprio riferimento per richiedere l’attivazione (laddove non fossero già attivi) di tali sistemi di allerta».