In Sicilia la campagna per lo screening del colon retto passa ora anche dalle farmacie del territorio. È quanto prevede l’accordo sottoscritto lo scorso 27 gennaio da Regione, Federfarma, Federfarma Servizi e Adf e recepito con decreto dell’assessorato alla Salute pubblicato il 20 febbraio scorso.
Il provvedimento, in sintesi, inserisce in modo strutturale le farmacie nei programmi di prevenzione oncologica regionali, con l’obiettivo di aumentare l’adesione della popolazione target sfruttando la capillarità e la prossimità della rete. Nella fase iniziale l’attività si concentra sullo screening del carcinoma del colon-retto, ma l’intesa prevede anche il coinvolgimento negli screening della mammella e della cervice uterina.
Sul piano operativo, alle farmacie è affidato un pacchetto di incombenze piuttosto articolato. Gli esercizi aderenti dovranno promuovere attivamente l’adesione dei cittadini, anche in assenza della lettera di invito dell’Asp, informare gli utenti sulle modalità di esecuzione dei test e curare la consegna dei kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci ai soggetti aventi diritto. È inoltre previsto il ritiro dei campioni, la loro tracciabilità tramite integrazione con il sistema gestionale degli screening oncologici e l’organizzazione del trasferimento ai laboratori competenti, in collaborazione con i distributori intermedi. Rientrano tra gli obblighi anche la raccolta del consenso informato, la gestione dei dati sensibili secondo la normativa privacy, la partecipazione agli eventi formativi organizzati dalle aziende sanitarie e l’esposizione di materiale informativo per sostenere le campagne di prevenzione.
Accanto allo screening colon-rettale, le farmacie abilitate potranno prenotare direttamente, attraverso la piattaforma regionale, gli esami per lo screening della mammella (donne 50–69 anni) e della cervice uterina (donne 25–64 anni), con la possibilità di modificare gli appuntamenti già fissati dalle Asp su richiesta dell’utente.
Il capitolo remunerazione è uno degli elementi centrali dell’accordo. Per ogni test colon-rettale “completato” – vale a dire consegnato dalla farmacia al laboratorio dell’Asp e accettato per la processazione – è previsto un compenso base di 7,50 euro più iva. La tariffa sale a 9 euro al superamento, su base provinciale, della soglia di adesione del 25% della popolazione target e a 10,50 euro oltre il 50%. Per le farmacie rurali l’importo è fissato direttamente a 10,50 euro per test. Una quota dell’8% è destinata ai distributori. Le soglie premiali, una volta raggiunte, si applicano retroattivamente a tutti i test effettuati nell’anno nella provincia interessata.
Sono inoltre riconosciuti 4 euro più iva per i kit provenienti da eventi, consultori o medici di medicina generale e recapitati dalla farmacia al laboratorio, e 4,60 euro per ogni prenotazione a buon fine degli screening di mammella e cervice uterina effettuata tramite gestionale. I dati sui test completati e sui tassi di adesione saranno trasmessi semestralmente a Federfarma Sicilia dall’assessorato.
L’accordo ha durata triennale dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale regionale e sarà sottoposto a monitoraggio annuale da parte di un Gruppo di coordinamento regionale. La copertura finanziaria è garantita dalle economie residue della sperimentazione della farmacia dei servizi, con risorse già impegnate per oltre 2,2 milioni di euro.