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Trento, delibera di giunta definisce requisiti per il deblistering in farmacia

28 Febbraio 2026

La Giunta provinciale di Trento ha approvato ieri l’aggiornamento delle direttive in materia di servizi farmaceutici introducendo, tra le prestazioni autorizzate nelle farmacie del territorio, il servizio di deblistering, ossia il confezionamento personalizzato dei farmaci. Il provvedimento, adottato su proposta dell’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, definisce un quadro regolatorio puntuale per un’attività che negli ultimi anni è entrata progressivamente nel perimetro della cosiddetta farmacia dei servizi.

«Con questo provvedimento adeguiamo il nostro ordinamento alle disposizioni nazionali, fornendo un quadro di regole certo a un servizio che risponde a un’esigenza concreta dei pazienti più fragili. La possibilità di ricevere farmaci già ripartiti, secondo il piano terapeutico individuale, rappresenta un supporto diretto alla sicurezza della cura e alla corretta assunzione dei medicinali. Si tratta di un servizio concreto, che conferma il ruolo delle farmacie nell’assistenza territoriale, pensato per garantire prossimità a chi affronta cronicità e fragilità nel proprio quotidiano», ha dichiarato Tonina nel comunicato diffuso al termine della seduta.

La delibera si colloca nel solco della disciplina statale che, a partire dagli interventi di riforma degli ultimi anni e in particolare dalla legge 160/2019, ha ampliato il novero delle prestazioni erogabili in farmacia oltre la tradizionale dispensazione, riconoscendo la possibilità di offrire, su richiesta dell’assistito, il servizio di deblistering. L’attività consiste nello sconfezionamento dei medicinali dalle confezioni originali e nella successiva ripartizione in contenitori personalizzati, organizzati secondo lo schema terapeutico individuale. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’aderenza alle terapie, soprattutto nei pazienti cronici e polimedicati, riducendo errori di assunzione e rischi connessi alla gestione domestica dei farmaci.

L’aggiornamento delle direttive provinciali entra nel dettaglio degli standard organizzativi e professionali richiesti. Vengono fissate condizioni precise per l’inserimento del servizio nella carta dei servizi della farmacia, sono delineate le responsabilità del farmacista sotto il profilo professionale e sono indicati gli adempimenti documentali e informativi nei confronti dell’utenza. La deliberazione individua inoltre requisiti tecnico-strutturali relativi ai locali e alle apparecchiature dedicate, nonché obblighi di formazione specifica del personale coinvolto, con l’esplicito richiamo al rispetto delle norme di buona preparazione e alle garanzie di tracciabilità e sicurezza del processo.

Sul piano organizzativo, la scelta della Provincia autonoma di Trento rafforza l’integrazione delle farmacie nella rete dell’assistenza territoriale, in coerenza con il modello della farmacia dei servizi e con le politiche di presa in carico della cronicità. L’introduzione di regole uniformi a livello provinciale mira anche a superare le incertezze interpretative che in passato avevano accompagnato l’avvio di esperienze analoghe in altri contesti regionali.

Il provvedimento trentino si inserisce in un quadro giuridico ormai consolidato anche dalla giurisprudenza amministrativa: alcuni mesi fa il Consiglio di Stato ha infatti ricondotto il deblistering tra i servizi erogabili in farmacia nell’attuale contesto normativo, riconoscendone la compatibilità con le funzioni proprie dell’esercizio farmaceutico e con la cornice della farmacia dei servizi. Un orientamento che ora trova un’ulteriore declinazione operativa nelle direttive adottate a Trento.