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Treviglio (Bg): farmaci oncologici dispensati dalla casa di comunità

24 Marzo 2026

A Treviglio, in provincia di Bergamo, la distribuzione dei farmaci ai pazienti oncologici passa dalla Casa di comunità. È la novità annunciata nei giorni scorsi dall’Asst Bergamo Ovest, che ha attivato un servizio rivolto a una platea selezionata di pazienti perché possano ritirare la terapia al di fuori dell’ospedale, secondo un percorso definito che integra oncologia, farmacia ospedaliera e assistenza territoriale. L’iniziativa si inserisce nel quadro della riorganizzazione prevista dal DM 77 e punta a strutturare un modello operativo basato sul raccordo tra setting ospedaliero e prossimità.

Il servizio è rivolto in una prima fase ai pazienti in trattamento con farmaci oncologici orali per il carcinoma della prostata, patologia che nella provincia di Bergamo registra circa 720 nuovi casi l’anno, pari a quasi il 20% delle diagnosi oncologiche maschili. L’accesso avviene su indicazione dello specialista: è l’oncologo, nel corso della visita ospedaliera, a valutare l’idoneità del paziente e a procedere con l’arruolamento nel percorso.

Una volta inserito nel programma, il paziente può ritirare il farmaco su appuntamento presso la Casa di comunità di Treviglio. Qui intervengono gli Infermieri di famiglia e comunità (Ifec), ai quali è affidata la gestione della fase territoriale: accompagnamento nel percorso terapeutico, verifica dell’aderenza, monitoraggio degli eventuali effetti collaterali e attività di educazione sanitaria. Il modello prevede un’interazione continua con l’équipe oncologica ospedaliera e con la farmacia ospedaliera, che mantengono la responsabilità clinica e garantiscono la tracciabilità del farmaco, la sicurezza della dispensazione e l’appropriatezza prescrittiva.

Dal punto di vista organizzativo, il percorso disegna una filiera in cui la presa in carico resta in capo allo specialista, mentre la distribuzione e il follow-up vengono in parte decentrati sul territorio. Il ritiro avviene esclusivamente su appuntamento e all’interno di un sistema coordinato che collega i diversi attori coinvolti. La presenza degli Ifec rappresenta l’elemento di raccordo tra ospedale e territorio, con funzioni sia assistenziali sia di monitoraggio clinico di primo livello.

Il progetto viene presentato dall’azienda come un primo sviluppo di un modello di “oncologia di prossimità”, con possibilità di estensione ad altre terapie e ad altre Case di Comunità del territorio aziendale. In questa fase iniziale, tuttavia, il perimetro resta circoscritto a una specifica indicazione terapeutica e a una singola struttura territoriale, con l’obiettivo di testare l’organizzazione del servizio e i flussi operativi.

«Con questo progetto portiamo concretamente le cure più vicino alle persone» sottolinea Rosetta Gagliardo, commissaria straordinaria dell’Asst Bergamo Ovest «La distribuzione territoriale dei farmaci oncologici orali rappresenta un passo importante verso una sanità sempre più integrata tra ospedale e territorio, capace di semplificare i percorsi di cura e migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie».