È polemica, a Treviso, sulla prescrizione di esami diagnostici nelle farmacie del territorio da parte dei medici della provincia. A sollevare la questione l’Ordine dei farmacisti, che accusa i mmg di prescrivere pochissimi elettrocardiogrammi in farmacia, di fatto impedendo ai pazienti di accedere a una prestazione che potrebbe essere erogata senza costi per il cittadino e senza gravare sulle strutture ospedaliere.
Come riferisce la stampa locale, nella provincia trevigiana quasi nessun medico di base prescriverebbe con ricetta bianca l’elettrocardiogramma da eseguire in farmacia per i pazienti affetti da patologie cardiovascolari o da fattori di rischio come ipercolesterolemia e condizioni correlate. Una scelta che, secondo l’Ordine dei farmacisti, si tradurrebbe in un vero e proprio blocco dell’accesso a un servizio già previsto nell’ambito della farmacia dei servizi. «È un boicottaggio, non si sa per quale motivo, verso coloro che ne hanno bisogno e che potrebbero avere l’esame fatto senza occupare posto in ospedale» afferma Giuseppe Losego, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia.
Il nodo riguarda la prescrizione dell’elettrocardiogramma che, se indicato dal medico con ricetta bianca per i pazienti appartenenti a determinate categorie cliniche, può essere eseguito gratuitamente in farmacia nell’ambito delle sperimentazioni regionali della farmacia dei servizi. In assenza di prescrizione, invece, il paziente può comunque sottoporsi all’esame in farmacia ma pagando la prestazione, con un costo che si aggira attorno ai 25 euro, oppure rivolgendosi al sistema ospedaliero con i tempi e le procedure di prenotazione del caso.
Secondo Losego, la mancata prescrizione da parte dei medici di famiglia non avrebbe giustificazioni cliniche né organizzative. «In altre regioni vengono fatti regolarmente questi esami, mentre nella provincia di Treviso no», osserva il presidente dell’Ordine, che sottolinea anche come l’esecuzione dell’elettrocardiogramma in farmacia non comporti alcuna sovrapposizione di competenze con i medici. L’esame, infatti, viene effettuato in farmacia ma il tracciato viene refertato da un cardiologo che firma il risultato e, se necessario, segnala tempestivamente eventuali anomalie clinicamente rilevanti. Nei casi più urgenti, il professionista può anche indicare l’immediato invio del paziente al pronto soccorso.
La farmacia dei servizi rappresenta da alcuni anni uno dei pilastri delle politiche di rafforzamento dell’assistenza territoriale, con l’obiettivo di ampliare il ruolo delle farmacie nelle cure primarie attraverso l’erogazione di servizi di screening, monitoraggio e supporto all’aderenza terapeutica. Nell’ambito di questo modello sono previsti finanziamenti specifici destinati proprio a sostenere alcune prestazioni sanitarie erogabili in farmacia, tra cui appunto l’elettrocardiogramma per determinate categorie di pazienti.
Secondo l’Ordine dei farmacisti trevigiano, la mancata prescrizione rischia di compromettere l’utilizzo di queste risorse. «Per la farmacia dei servizi sono stanziati dei soldi che sono in giacenza alla Regione Veneto e se non vengono utilizzati sono da considerarsi persi», osserva Losego. Da qui l’appello rivolto ai medici di medicina generale affinché collaborino nell’interesse dei pazienti e del sistema sanitario. «Io faccio un appello al buon senso. Qui nessuno vuole invadere i compiti di nessuno», conclude il presidente dell’Ordine. «Il mio dovere da presidente non è di tutelare il farmacista, ma il cittadino».