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Belgio, calano i consumi di antibiotici ma restano sacche di inappropriatezza

12 Marzo 2026

In Belgio il consumo di antibiotici tende a calare, ma resta ancora molta strada da fare soprattutto sul fronte della qualità delle prescrizioni. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Inami, (Institut national d’assurance maladie-invalidité, la sanità pubblica), che ha analizzato l’andamento delle prescrizioni dopo l’introduzione di nuovi indicatori di appropriatezza.

La lotta alla resistenza antimicrobica è infatti diventata una priorità e il sistema sanitario belga ha scelto di intervenire sulle modalità prescrittive dei medici di famiglia introducendo nel 2023 tre indicatori di buona pratica all’interno del Cnpq (Conseil national de promotion de la qualité, Consiglio nazionale per la promozione della qualità). Uno di questi indicatori riguarda il volume complessivo delle prescrizioni di antibiotici, mentre gli altri due puntano a orientare la scelta delle molecole verso le più appropriate.

A distanza di un anno dall’introduzione del sistema, i primi risultati vengono giudicati incoraggianti. L’analisi condotta dall’Inami sulle dispensazioni di antibiotici rimborsati tra il 2021 e il 2025 evidenzia infatti che tra 2023-2024 e 2024-2025 il numero di pazienti che ha ricevuto una prescrizione di antibiotici è diminuito del 14%. Una riduzione analoga riguarda anche il volume complessivo degli antibiotici dispensati dalle farmacie.

Migliora inoltre il rispetto degli obiettivi fissati dall’indicatore quantitativo. Nel 2024 il 46% dei medici di medicina generale rispetta i valori soglia per le prescrizioni pediatriche, contro il 39% dell’anno precedente, mentre per gli adulti la quota sale al 43%, rispetto al 38% registrato nel 2023. L’obiettivo fissato dal programma resta comunque molto ambizioso: una riduzione complessiva delle prescrizioni del 40%.

Più limitati, invece, i progressi sul piano qualitativo, cioè sulla scelta delle molecole. Gli indicatori introdotti puntavano infatti a favorire l’uso di antibiotici di prima linea, come l’amoxicillina, e a ridurre il ricorso agli antibiotici di seconda linea, che dovrebbero essere riservati a situazioni specifiche. Su questo versante i risultati restano modesti: nel 2024 soltanto il 16% dei medici prescrittori raggiunge la quota minima raccomandata di amoxicillina “pura”, mentre appena l’11% rispetta il limite massimo previsto per gli antibiotici di seconda linea.

Secondo l’Inami questi dati vanno comunque interpretati con prudenza, perché numerosi fattori possono influenzare le pratiche prescrittive. Gli indicatori servono soprattutto a monitorare l’evoluzione dei comportamenti e favorire un miglioramento progressivo delle prescrizioni nel tempo.

Il programma si inserisce del resto in una strategia più ampia per contrastare l’uso inappropriato degli antibiotici. Tra le iniziative avviate figurano la piattaforma di supporto alla prescrizione Pss Antimicrobiens (Prescription Support System), il raddoppio dei punti di accreditamento per le riunioni dei Glem (Groupes locaux d’évaluation médicale, gruppi locali di valutazione medica) dedicate agli antibiotici, il barometro Antibiotiques integrato nella cartella clinica informatizzata e il progetto di introdurre la dispensazione degli antibiotici in farmacia anche a unità.

Sul piano economico, nel 2024 i rimborsi di antibiotici da parte dell’assicurazione sanitaria nelle farmacie territoriali belghe hanno raggiunto quasi 67 milioni di euro. Nelle prossime settimane è previsto un ulteriore passo nel sistema di monitoraggio: ogni medico di medicina generale potrà consultare attraverso il portale Prosanté un rapporto comparativo sul proprio comportamento prescrittivo. Questi feedback permetteranno ai professionisti di confrontare le proprie pratiche con gli indicatori di appropriatezza e con quelle dei colleghi, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’uso responsabile degli antibiotici.