Sei belgi su dieci dichiarano di avere sofferto nell’ultimo anno di disturbi del sonno e, tra chi dorme male, uno su tre ricorre a farmaci per riposare: due dati che fotografano con immediatezza la diffusione dell’insonnia e, al tempo stesso, il perimetro d’azione della farmacia territoriale, sempre più coinvolta non solo nella dispensazione ma anche nella gestione e nel corretto utilizzo delle terapie.
A mettere a fuoco il fenomeno è un’indagine realizzata dall’istituto di ricerca iVOX per conto di Multipharma, cooperativa belga che riunisce 250 farmacie affiliate con una forte vocazione ai servizi e alla presa in carico del paziente. Lo studio, condotto online tra il 4 e il 14 novembre 2025 su un campione rappresentativo di mille cittadini, offre uno spaccato aggiornato sull’incidenza dei disturbi del sonno e sulle modalità con cui vengono affrontati.
Il primo elemento che emerge è la diffusione molto elevata dell’insonnia: il 60% dei belgi riferisce di aver avuto problemi di sonno nell’ultimo anno. Si tratta di un dato in calo rispetto al 2024, quando la quota arrivava al 69%, ma che resta comunque indicativo di un disturbo ampiamente diffuso nella popolazione. Le differenze si osservano anche sul piano geografico e di genere: i francofoni dichiarano più frequentemente di dormire male rispetto ai neerlandofoni (66% contro 56%), mentre le donne risultano più colpite degli uomini (66% contro 54%).
Sul fronte della gestione del disturbo, l’indagine evidenzia un ricorso significativo ai farmaci: tra coloro che soffrono di insonnia, il 34% dichiara di assumere medicinali per dormire, una quota stabile rispetto all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi si tratta di farmaci prescritti dal medico (22%), ma non è trascurabile la componente di automedicazione, che riguarda il 13% degli intervistati. Anche in questo caso emergono differenze rilevanti: i francofoni ricorrono più spesso ai medicinali rispetto ai neerlandofoni (41% contro 27%), soprattutto per quanto riguarda i farmaci con obbligo di prescrizione (29% contro 17%).
Interessante anche la segmentazione per età: nella fascia tra i 35 e i 54 anni è più frequente il ricorso a medicinali senza ricetta rispetto agli over 55 (17% contro 9%), segno di una maggiore propensione all’autogestione del disturbo nelle coorti più giovani-adulte.
È proprio su questo terreno che si inserisce il ruolo della farmacia, chiamata a bilanciare accessibilità e appropriatezza d’uso. L’indagine richiama esplicitamente la necessità di un accompagnamento da parte di medico e farmacista, soprattutto in relazione ai sonniferi e, in particolare, alle benzodiazepine (classe di farmaci con azione sedativa e ansiolitica, potenzialmente associata a fenomeni di dipendenza). In Belgio, dal 1° febbraio 2023, i farmacisti sono coinvolti in un programma strutturato di disassuefazione (sevrage) da questi medicinali.
I risultati del progetto sono indicativi: circa la metà dei pazienti che intraprendono il percorso nno prende più sonniferi a sei mesi di distanza, mentre sono già quasi mille le persone che hanno beneficiato di un accompagnamento attraverso le farmacie Multipharma. Un dato che rafforza il posizionamento della farmacia come presidio di prossimità capace non solo di dispensare ma anche di contribuire attivamente alla riduzione dell’uso inappropriato dei medicinali.
«I nostri farmacisti considerano il buon uso dei farmaci una delle loro missioni essenziali. Si pensa spesso che i farmacisti incentivino il consumo di medicinali, ma non è così. Progetti come il programma di disassuefazione dalle benzodiazepine dimostrano che contribuiamo a ridurne l’utilizzo», osserva Geert Reyniers, amministratore delegato di Multipharma e farmacista di formazione.