Problemi in vista per DocMorris, una delle più grandi e importanti farmacie online europee: a meno di un anno dal suo ingresso nel capitale, uno dei principali azionisti della società chiede un cambio radicale della governance e la sostituzione del consiglio di amministrazione. È quanto riferisce la rivista Apotheke Adhoc, che ricostruisce lo scontro apertosi in vista della prossima assemblea degli azionisti.
A guidare l’iniziativa è il gruppo polacco Pelion, che attraverso la controllata olandese Cepd detiene ormai circa il 14% del capitale. Dopo aver incrementato la propria partecipazione in occasione di recenti aumenti di capitale, il gruppo ha deciso di passare all’offensiva accusando il management e l’attuale consiglio di amministrazione di gravi errori strategici.
Nel mirino c’è in particolare il presidente, Walter Oberhänsli, al quale viene chiesto di assumersi la responsabilità dell’andamento aziendale e di rassegnare le dimissioni. Secondo l’azionista, infatti, la società avrebbe mostrato «ripetuti fallimenti nell’attuazione della strategia e nelle previsioni», con effetti evidenti sul valore di mercato: il titolo ha perso il 98% negli ultimi cinque anni e oltre il 50% nell’ultimo anno.
Per questo Cepd intende presentare all’assemblea del 12 maggio una proposta di rinnovo profondo del consiglio, con una nuova squadra di sei membri. Alla presidenza verrebbe indicato Fritz Oesterle, ex amministratore delegato di Celesio, che conosce già la realtà DocMorris avendola guidata indirettamente nel periodo in cui il gruppo tedesco acquisì la farmacia online nel 2007.
La critica dell’azionista non si limita ai risultati finanziari, ma investe la capacità stessa dell’azienda di cogliere le opportunità offerte dal mercato digitale della salute. Secondo Cepd, DocMorris si troverebbe «a un punto di svolta decisivo» grazie a fattori come la diffusione della prescrizione elettronica, lo sviluppo di piattaforme di telemedicina e le applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’e-commerce sanitario. Tuttavia, sempre secondo il gruppo polacco, la società avrebbe «sistematicamente fallito» nel trasformare queste opportunità in valore per gli azionisti.
Il giudizio è netto anche sul piano della governance: «L’attuale consiglio non è in grado di portare l’azienda al successo né di tutelare gli interessi degli azionisti», sostiene Cepd, che parla apertamente di «sottoperformance drammatica» e di una valutazione di mercato estremamente bassa. Da qui la richiesta di una «profonda riorganizzazione», ritenuta condizione indispensabile per recuperare credibilità e fiducia da parte degli investitori.
Lo scontro si inserisce in un contesto già fragile. Negli ultimi anni DocMorris ha dovuto affrontare perdite rilevanti, aumenti di capitale diluitivi e una strategia di crescita costosa, in parte basata su acquisizioni. Anche il modello di business si è progressivamente spostato, con la cessione del core originario e una crescente dipendenza da asset immateriali, che oggi rappresentano una quota significativa del bilancio.
A complicare il quadro, secondo quanto riporta Apotheke Adhoc, ci sarebbero anche tensioni tra azionisti e management sulla gestione delle relazioni e delle possibili partnership strategiche, oltre alla percezione di una scarsa apertura del consiglio alle istanze dei soci. La decisione della società di proporre autonomamente nuovi candidati senza un confronto preventivo con Cepd viene interpretata come un segnale di «mancanza di attenzione verso gli interessi degli azionisti».
Il confronto non è scontato: per far passare la propria linea, Pelion dovrà convincere gli altri grandi azionisti, tra cui istituti finanziari e fondi internazionali. Sullo sfondo resta un tema che interessa anche il retail farmaceutico europeo: la sostenibilità e la governance dei grandi player dell’e-commerce farmaceutico, in una fase in cui la digitalizzazione accelera ma non sempre si traduce in risultati economici coerenti.