Nelle farmacie francesi cresce l’apporto al giro d’affari che arriva da onorari professionali e servizi, con un miglioramento del margine complessivo che si riflette anche sugli indicatori economici del canale. È quanto emerge dall’edizione 2026 delle statistiche professionali della farmacia elaborate dal network di consulenza Cgp (Centre de gestion des pharmacies), presentate nei giorni scorsi e riprese dalla stampa di settore francese.
Secondo i dati, nel 2025 la redditività delle farmacie beneficia soprattutto dell’andamento degli onorari e dei servizi – o, come vengono chiamati nel sistema francese, delle “missioni”, cioè prestazioni professionali remunerate che si affiancano alla dispensazione del farmaco. Nel complesso il margine lordo cresce del 2,77% e raggiunge in valore medio 732.400 euro, mentre l’Ebe (excédent brut d’exploitation, equivalente al nostro margine operativo lordo) sale del 3,39% fino a 267.100 euro.
La dinamica degli onorari è tuttavia differenziata. Gli onorari di dispensazione restano sostanzialmente stabili nel 2025, risentendo delle pressioni sul costo della ricetta e quindi sul numero di prescrizioni. A crescere sono invece gli onorari per ricetta, che aumentano dell’8,12%. Ancora più marcato è l’incremento delle cosiddette “altre prestazioni”, in aumento del 9,43%.
In questa categoria rientrano diverse attività professionali riconosciute e remunerate dal sistema sanitario francese. Tra queste figurano le Rosp (Rémunération sur objectifs de santé publique, remunerazioni legate al raggiungimento di obiettivi di salute pubblica), le indennità per i turni di guardia, le prestazioni connesse alla promozione dei farmaci generici e una parte delle nuove missioni professionali affidate alle farmacie. Tra queste ultime rientrano, per esempio, la vaccinazione, i test rapidi diagnostici per angina e cistite (Trod, test rapide d’orientation diagnostique) e la distribuzione del kit per lo screening del tumore del colon-retto. Si tratta di servizi che in parte non hanno un corrispettivo diretto nel modello italiano o che nel nostro Paese sono ancora in fase di sviluppo nell’ambito della cosiddetta farmacia dei servizi.
Le buone performance degli onorari e delle prestazioni si riflettono anche sul fatturato medio delle farmacie, che cresce del 5,62% e raggiunge i 2,7 milioni di euro. Ma, osserva Bastien Legrand, titolare dello studio di consulenza contabile Ffc di Marcq-en-Barœul e presidente del network Cgp, il dato più significativo riguarda la qualità della crescita. «Queste performance contribuiscono soprattutto a una progressione del “margine puro”» spiega. In altre parole, una quota crescente della redditività deriva dalle attività professionali e non soltanto dalla vendita dei medicinali.
Il miglioramento della marginalità è tanto più rilevante in un contesto in cui aumenta il peso dei farmaci più costosi. I medicinali con prezzo superiore a 150 euro rappresentano ormai il 44,24% del fatturato complessivo delle farmacie francesi, contro il 26,8% registrato nel 2019.
Resta tuttavia la pressione dei costi. Le spese esterne crescono del 2,30% e soprattutto aumentano i costi del personale, che salgono di circa 10.000 euro e rappresentano ora il 39,4% del fatturato. «Un collaboratore a tempo pieno costa oggi in media 105.000 euro», ricorda Legrand.
Nonostante ciò, grazie anche a una leggera riduzione della pressione fiscale e ad alcune scelte dei titolari – che hanno ridotto i versamenti volontari ai regimi previdenziali dei lavoratori autonomi – l’excédent brut d’exploitation registra comunque un aumento di 8.700 euro. Un risultato che tuttavia va letto con cautela. «Se tra il 2019 e il 2025 l’Ebe è cresciuto di dodici punti, vale a dire circa due punti l’anno, nello stesso periodo l’inflazione ha raggiunto il 20%», osserva ancora Legrand.
Proprio per questo, sottolinea lo studio, i farmacisti francesi hanno mantenuto un atteggiamento prudente nella determinazione della propria remunerazione. Nel 2025 l’aumento è stato limitato al 2,33%, per una remunerazione media di circa 62.000 euro, pari a circa il 20% dell’Ebe.
L’analisi si basa su un campione di 1.905 farmacie, delle quali il 65% con un fatturato superiore ai due milioni di euro (statistiche professionali della farmacia CGP). I dati confermano una tendenza già osservata negli ultimi anni nel sistema francese: il progressivo spostamento della redditività delle farmacie dagli sconti commerciali e dalla vendita dei medicinali verso onorari professionali e prestazioni sanitarie riconosciute dal sistema pubblico. Un orientamento che rafforza il ruolo clinico e territoriale della farmacia e che molti osservatori indicano come possibile modello di evoluzione anche per altri Paesi europei.