Sono 348 i reclami ricevuti nel 2024 dall’Ordine dei farmacisti francesi per mancanze o inadempienze dei loro iscritti. La maggior parte riguarda contestazioni relative alla dispensazione dei medicinali (errori, irregolarità o rifiuti) e rispetto al totale, in crescita dell11,5% rispetto all’anno precedente, 261 riguardano un farmacista titolare. I dati arrivano direttamente dall’Ordine e sono stati presentati l’altro ieri da Catherine Dumont, direttrice degli affari legali del Consiglio nazionale, in concomitanza con la 37ª Giornata dell’Ordine.
I reclami, dicono le rilevazioni, provengono in primo luogo dai cittadini, che rappresentano il 37,3% dei soggetti segnalanti: i casi riguardano errori nella dispensazione, rifiuti a fornire un certo farmaco o comportamenti ritenuti aggressivi. Subito dietro, con una quota quasi sovrapponibile (36,3%), ci sono i farmacisti stessi, che denunciano altri colleghi: un dato in forte crescita, considerato che le segnalazioni “intra-professione” sono passate da 84 nel 2023 a 152 nel 2024. In calo invece i reclami presentati dalle autorità pubbliche, che scendono al 7,6% del totale.
Nel corso dell’anno le camere disciplinari hanno emesso oltre 400 decisioni, comprese sanzioni di primo grado, appelli e pronunce definitive. Tra i casi riportati dall’Ordine, e riferiti da un articolo del Quotidien du pharmacien, più di uno ha assunto valore di precedente giurisprudenziale.
Un primo filone riguarda il rifiuto a dispensare. In Bretagna una titolare è stata sanzionata con una sospensione di quindici giorni dall’esercizio professionale, confermata in appello, perché non ha aperto la farmacia durante il turno di guardia notturna per fornire un analgesico a un paziente con forte lombalgia (l’individuo è stato semplicemente indirizzato al Pronto soccorso). Secondo gli atti, la farmacista avrebbe minimizzato la richiesta e interrotto la comunicazione. L’Ordine ha ravvisato una violazione dell’obbligo di assistenza, ricordando che al farmacista non spetta valutare l’urgenza clinica, competenza che «appartiene al medico di guardia». E hanno ribadito che «il codice della sanità non prevede eccezioni allo svolgimento del servizio, qualunque sia la condizione del paziente».
Sempre per rifiuto di dispensazione, un altro titolare bretone ha ricevuto un richiamo formale con annotazione nel fascicolo (in sostanza l’equivalente di un richiamo) per aver negato l’erogazione di Augmentin a un bambino di 17 mesi, perché la ricetta era vecchia di quindici giorni.
Un secondo ambito riguarda la comunicazione commerciale priva di discrezione e moderazione. Un titolare corso è stato condannato in cassazione all’interdizione per diciotto mesi dall’esercizio della professione, quindici dei quali con sospensione condizionale, per aver esposto in vetrina e sui social una pubblicità irregolare e per aver avuto comportamenti intimidatori verso altri farmacisti. La comunicazione utilizzava cartelli dai colori vivaci che promuovevano forti sconti su alcuni medicinali non soggetti a prescrizione e prodotti di parafarmacia, accompagnati da slogan come «il miglior prezzo, la miglior scelta, il miglior consiglio» e «i prezzi più bassi». Dopo l’apertura del procedimento, il titolare avrebbe anche minacciato alcuni colleghi.
Un terzo gruppo di casi riguarda la qualità della dispensazione. Un titolare della regione Hauts-de-France è stato sospeso per tre mesi, dei quali due con sospensione condizionale, per non aver vigilato sull’attività di un preparatore di farmacia «assunto da poco e inesperto». Il collaboratore aveva commesso un errore di dispensazione che ha provocato nel paziente un coma ipoglicemico e il ricovero d’urgenza. In questo caso è stato il paziente stesso a presentare reclamo e la decisione ha fatto giurisprudenza.
«Le segnalazioni sono in aumento e mostrano che la responsabilità del farmacista, in particolare del titolare, resta centrale nella qualità e nella sicurezza della dispensazione», ha commentato Catherine Dumont, sottolineando come «la prevenzione passi da una vigilanza quotidiana sui processi e da una relazione professionale corretta con pazienti e colleghi».