Comincia in salita il 2026 per le farmacie francesi. Il cruscotto economico della Fspf (Fédération des syndicats pharmaceutiques de France, Federazione dei sindacati farmaceutici francesi) segnala infatti un avvio d’anno poco brillante per i titolari, con fatturato in flessione, meno prescrizioni e una redditività in calo. Il mese di gennaio, in particolare, segna una battuta d’arresto che interrompe una fase di crescita durata quasi cinque anni.
Secondo i dati della Fspf, nel gennaio 2026 il fatturato complessivo delle farmacie francesi ha registrato una diminuzione di circa l’1% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che assume particolare rilievo se si considera che negli anni precedenti il giro d’affari del canale aveva mostrato un andamento positivo: nel 2024 l’incremento era stato del 5,03%, dopo il +2,72% registrato nel 2023. Anche l’inizio del 2025 aveva presentato un quadro decisamente più dinamico, con un fatturato in crescita del 4,4% nelle prime nove settimane dell’anno.
Nel dettaglio, la Fspf osserva che tra le principali voci di ricavo solo i medicinali rimborsabili hanno registrato un lieve incremento del fatturato, pari allo 0,9%. In calo invece altre componenti della remunerazione: gli onorari di dispensazione (cioè i compensi riconosciuti alle farmacie per la consegna dei medicinali prescritti) sono scesi del 6,8%, mentre il fatturato generato dai dispositivi medici rimborsabili ha registrato una contrazione del 5,1%.
Il confronto tra gennaio 2025 e gennaio 2026, osserva tuttavia il rapporto della federazione sindacale, risente anche di un effetto base sfavorevole. Il primo mese dello scorso anno aveva infatti registrato risultati particolarmente elevati, mentre anche l’ultimo trimestre del 2025 si era chiuso con volumi di prescrizione sostenuti. «Il confronto tra gennaio 2025 e gennaio 2026 gioca quindi a sfavore», sottolinea la Fspf, che invita comunque alla prudenza nelle valutazioni: per comprendere se la flessione sia congiunturale oppure l’inizio di una tendenza più strutturale occorrerà attendere la chiusura del primo trimestre.
Il sindacato ricorda tuttavia che il 2025 si era già concluso con un segnale negativo sul piano dei volumi complessivi di medicinali prescritti, diminuiti del 2,54%, e ritiene plausibile che questa contrazione possa accentuarsi nel corso del 2026.
A pesare sui risultati di gennaio è stata soprattutto la riduzione del numero di prescrizioni. «È stato un mese di gennaio molto negativo» sintetizza il presidente della Fspf, Philippe Besset «essenzialmente legato alla diminuzione delle prescrizioni, che a sua volta si spiega con un minor numero di patologie stagionali».
Diversi fattori hanno infatti contribuito alla flessione dell’attività: meno sindromi influenzali, con una riduzione del 51% delle consultazioni, minori casi di bronchiolite e bronchite, un’attività legata al Covid-19 quasi azzerata (–94,7% rispetto a gennaio 2025) e anche uno sciopero dei medici liberi professionisti che ha ridotto l’emissione di ricette.
Nel complesso, il numero di prescrizioni trattate dalle farmacie è sceso del 10%. «Con volumi in calo e nonostante l’evoluzione dei cosiddetti farmaci ad alto costo, la marginalità è diminuita del 7% nello stesso mese», prosegue Besset. Anche la “marge dégressive lissée” (margine regressivo livellato, il meccanismo di remunerazione percentuale applicato ai medicinali rimborsati) ha registrato una flessione dell’1,4%.
Indicazioni simili erano emerse anche da una recente analisi della società di ricerche Gers Data, che aveva tracciato un primo bilancio dell’inizio d’anno: il fatturato delle farmacie a gennaio 2026 è cresciuto solo del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2025, una dinamica definita “debole” e sostenuta in larga parte dalle officine con un giro d’affari superiore ai tre milioni di euro. «A gennaio i prodotti legati alle patologie acute sono in calo, così come la dietetica» osserva il direttore generale David Syr. «I principali contributori alla crescita sono la vaccinazione e la bellezza. Tutto ciò che viene dispensato senza prescrizione risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso».
Sul piano prospettico, il tema della remunerazione delle farmacie resta centrale. Il presidente della Fspf ricorda infatti che il dossier sarà al centro delle prossime trattative convenzionali con l’assurance maladie (assicurazione sanitaria pubblica), incontri che il sindacato auspica possano svolgersi prima dell’estate.