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Francia, mercato della farmacia, gennaio incerto: soffre tutto il senza ricetta

13 Febbraio 2026

Inizio d’anno incerto per il mercato della farmacia francese, che a gennaio segna una crescita a valori del 2,3% rispetto al primo mese del 2025 ma con forti differenze tra i singoli esercizi: vanno bene le farmacie di grandi dimensioni – sopra i 3 milioni di euro di fatturato – e le molto grandi – oltre i 6,6 milioni – stentano invece farmacie più piccole, con ricavi sotto i 2 milioni, che rivelano crescita zro anche se rappresentano quasi la metà dell’intera rete ma .

I numeri arrivano dalla società di ricerche Gers Data e disegnano un quadro ricco di chiaroscuri: solo pochi comparti mostrano progressi rispetto al gennaio 2025 e tr questi ci sono sicuramente le vaccinazioni, che mettono a segno un +42 % sullo stesso periodo dell’anno precedente, e la dermocosmetica con +7,1 %. Anche il farmaco con obbligo di prescrizione cresce, ma in misura limitata (+2,1 %), pur assicurando il contributo principale al giro d’affari. Per contro, molte categorie chiave segnano performance deboli o in calo: dall’healthcare alla dietetica, passando per tutti i segmenti del “senza ricetta”, la lnea rispetto all’anno precedente è sostanzialmente piatta.

I commenti evidenziano come le dinamiche del mercato risentano di ostacoli strutturali. «La crescita di gennaio è molle, con molte categorie che fanno fatica», spiega David Syr, direttore generale di Gers Data «tutto ciò che è venduto senza prescrizione è “flat” rispetto all’anno scorso».

Un ulteriore freno deriva dai cali di prezzo che da settimane interessano molti farmaci rimborsati. All’inizio dell’anno sono entrate in vigore oltre 2.300 riduzioni di prezzo, alcune pubblicate sulla Gazzetta ufficiale già alla fine del 2025, e altre sono state annunciate per la primavera, sia su medicinali generici sia sui branded, con impatti cumulativi che si riflettono sulla marginalità delle vendite. Significativi, in particolare, i tagli sui farmaci con prezzo sotto gli 1,91 euro, che in Francia rappresentano quasi un medicinale rimborsato su due.

Altri elementi di criticità riguardano le difficoltà nelle forniture. L’aumento del numero di situazioni di rottura di stock, già segnalato dagli operatori da inizio anno, pesa ulteriormente sui risultati e sulla capacità di soddisfare la domanda dei pazienti.

Infine, un fattore macroeconomico non secondario è dato dalle pressioni sulla spesa sanitaria pubblica. Per contenere il deficit della Sécurité sociale, che nel 2025 ha raggiunto i 23 miliardi di euro, nel 2026 sono attesi interventi per circa 1,4 miliardi di euro sulla spesa farmaceutica convenzionata, con potenziali effetti a cascata sulle politiche di prezzi e rimborsi.