Piccola “rivoluzione” all’orizzonte per le farmacie francesi, che potrebbero dover rinunciare alla vendita di caramelle e bonbon. È uno dei punti emersi dal confronto avviato dal ministero della Salute con la Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf) nell’ambito di una nuova revisione del testo regolamentare che definisce l’elenco dei prodotti autorizzati in farmacia.
Secondo quanto spiega al Quotidien du pharmacien il presidente della Fspf, Philippe Besset, l’aggiornamento proposto dal ministero non prevede stravolgimenti complessivi del perimetro commerciale della farmacia: «È un riordino generale con molte riformulazioni e spostamenti di voci, senza grandi cambiamenti di fondo». Tra le modifiche allo studio figurano però alcuni aggiustamenti rilevanti, come «un cambio di categoria per le soluzioni per lenti a contatto» e un ampliamento del capitolo veterinario, con la possibilità per i farmacisti di vendere alimenti per animali, in particolare crocchette, «ma solo a condizione che abbiano una specifica valenza terapeutica». Nella lista delle nuove categorie ammesse potrebbero inoltre entrare i dispositivi di protezione individuale.
Sul fronte delle esclusioni, invece, il mirino del ministero punta su una sola categoria simbolicamente forte: il cosiddetto pastillage, vale a dire caramelle e bonbon oggi presenti sui banchi vendita di molte farmacie. Una scelta che incontra l’opposizione dei sindacati. «È comunque una tradizione, e alcuni rientrano persino tra gli integratori alimentari, come le caramelle al miele», ricorda Besset, che spera di riuscire a far cambiare rotta alle autorità. A suo avviso questi prodotti possono avere «un interesse legato all’effetto placebo, talvolta utile rispetto all’assunzione di farmaci non necessari, soprattutto in caso di infezioni virali».
La Fspf intende quindi chiedere formalmente il mantenimento del pastillage in farmacia e ha colto l’occasione del tavolo tecnico per avanzare anche un’ulteriore proposta: autorizzare la vendita delle borse riutilizzabili in cui vengono consegnate le confezioni di medicinali ai pazienti. «Magari a 5 o 10 centesimi», suggerisce Besset. «Ci permetterebbe di compiere un gesto ecologico e incoraggerebbe i pazienti a conservare queste borse».
Il dossier resta aperto e sarà oggetto di ulteriori confronti nelle prossime settimane. Se confermata, l’uscita di scena delle caramelle rappresenterebbe un segnale chiaro della volontà del governo francese di rafforzare l’immagine sanitaria della farmacia, riducendo la presenza di prodotti percepiti come estranei alla missione di tutela della salute. Un orientamento che, al di là dell’impatto economico limitato, potrebbe fare scuola anche in altri Paesi europei, Italia compresa.