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Francia: pressione arteriosa, misurarla in farmacia non è più abuso

10 Aprile 2026

Si aggiunge un nuovo servizio alle prestazioni che in Francia i farmacisti offrono sotto l’ombrello della convenzione con l’assurance maladie: la misurazione della pressione arteriosa potrà essere remunerata quando viene effettuata in farmacia nell’ambito di programmi mirati alla prevenzione cardiovascolare. È quanto prevede la proposta di legge adottata all’unanimità dall’Assemblée nationale l’8 aprile, su iniziativa del deputato e cardiologo Yannick Neuder, con l’obiettivo dichiarato di «accelerare la prevenzione delle patologie cardio-neuro-vascolari e anticipare un rischio sanitario e sociale maggiore».

Il provvedimento introduce una novità rilevante per il perimetro operativo delle farmacie. In base al diritto vigente, infatti, la misurazione della pressione arteriosa è considerata un gesto tecnico semplice, ma la sua interpretazione a fini diagnostici resta riservata al medico. Ne deriva una situazione definita «paradossale» dalla Commissione affari sociali: da un lato, i dispositivi per l’automisurazione sono liberamente in vendita e il loro utilizzo è incentivato nel monitoraggio dei pazienti; dall’altro, i farmacisti, pur riconosciuti come professionisti sanitari di prossimità e autorizzati a contribuire alla presa in carico di situazioni cliniche, non possono effettuare la misurazione con finalità diagnostiche senza incorrere in una violazione dell’esclusiva medica.

È proprio su questo punto che interviene l’articolo 1 bis del testo approvato. La norma modifica il Codice della sanità pubblica francese ampliando l’elenco delle deroghe: non commettono più abuso della professione medica i farmacisti (così come i massofisioterapisti) che misurano la pressione arteriosa «nell’ambito di un percorso di prevenzione del rischio cardio-neuro-vascolare». Contestualmente, viene aggiornato anche il Codice della sicurezza sociale per tradurre questa estensione di competenze in un riconoscimento economico, prevedendo che la prestazione sia remunerata dall’assurance maladie secondo modalità definite in sede convenzionale.

Il razionale dell’intervento è legato soprattutto al tema della sotto-diagnosi. In Francia si stimano circa 17 milioni di persone affette da ipertensione arteriosa, ma quasi la metà – circa 8 milioni – non ne è consapevole. In questo contesto, osserva la Commissione, «lo stato del diritto non favorisce lo screening precoce», in particolare in farmacia, che rappresenta uno dei presidi sanitari più accessibili sul territorio. L’apertura alla misurazione in officina punta quindi a rafforzare le attività di individuazione precoce e di monitoraggio, senza intaccare il ruolo diagnostico del medico.

Dal punto di vista operativo, la legge – che dovrà ora essere approvata anche dal Senato con procedura accelerata – definisce il quadro giuridico ma rimanda alla contrattazione convenzionale la definizione concreta della remunerazione. Un passaggio non secondario, perché sarà proprio il negoziato tra rappresentanze della professione e assurance maladie a stabilire tariffe, criteri di eleggibilità dei pazienti e modalità di erogazione del servizio.

In questo senso, un primo segnale è già arrivato con la firma, il 7 aprile, dell’avenant numero 2 alla convenzione farmaceutica, che «apre la porta» alle trattative includendo esplicitamente tra gli ambiti di sviluppo lo screening dell’ipertensione arteriosa. Lo stesso accordo richiama anche altre direttrici di evoluzione del ruolo della farmacia, come la generalizzazione della sperimentazione OSyS e il rafforzamento degli interventi professionali, delineando un quadro in cui la prevenzione territoriale diventa sempre più centrale.