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Francia, redditi dei farmacisti titolari in aumento ma meno dei costi

19 Marzo 2026

Nel 2025 i farmacisti titolari francesi hanno migliorato la propria marginalità, ma meno di quanto crescano i costi e gli indicatori economici delle farmacie. È il quadro che emerge dall’analisi degli esperti contabili del network Cgp (su un campione di 1.905 farmacie clienti), che fissa il reddito medio dei titolari per il 2025 a 61.900 euro annui, in aumento del 2,21% rispetto all’anno precedente e del 6,9% sul 2023. Un incremento che tuttavia resta inferiore sia alla dinamica delle spese per il personale, salite del 3,66%, sia all’evoluzione dell’Ebe (Excédent brut d’exploitation, ossia il margine operativo lordo), cresciuto del 3,39%.

Il dato medio nasconde differenze rilevanti legate sia alla localizzazione sia alla dimensione economica delle farmacie. Le remunerazioni più elevate si registrano nelle farmacie collocate in aree commerciali, dove i titolari arrivano a 77.500 euro annui, seguiti da quelli dei centri di medie dimensioni, che raggiungono i 63.400 euro (+4,9% sul 2024). Più contenuti i livelli nelle aree rurali, dove la remunerazione si ferma a 61.000 euro, pur con un recupero del 2,72% nell’ultimo anno, mentre le farmacie urbane risultano le meno redditizie con una media di 58.000 euro annui.

Divario ancora più marcato se si osservano i dati in funzione del fatturato. Le farmacie con ricavi inferiori al milione di euro evidenziano le maggiori criticità: nonostante una crescita del 7,56% nel 2025, il reddito del titolare si ferma a 31.300 euro annui, pari a circa 2.600 euro netti mensili. In questi casi, la remunerazione assorbe il 50% dell’Ebe, a fronte di una media di settore che si colloca attorno al 20%, segnalando una struttura economica più fragile e meno sostenibile.

Salendo di fascia, la redditività migliora progressivamente. Nelle farmacie con fatturato compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro i titolari percepiscono in media 53.500 euro, che diventano 63.200 euro nelle strutture “medie” con giro d’affari tra 2 e 2,5 milioni. Nelle farmacie tra 2,5 e 4 milioni di euro la remunerazione sale ulteriormente a 69.200 euro, fino ad arrivare agli 86.500 euro medi annui nelle realtà con fatturati superiori ai 4 milioni.

Secondo gli esperti del Cgp, la principale criticità resta concentrata nelle piccole strutture, dove il peso dell’indebitamento continua a comprimere la capacità di generare reddito. «Il peso relativo dell’indebitamento nelle piccole strutture non consente ancora di garantire una remunerazione adeguata al titolare, che si colloca appena al livello di uno stipendio da farmacista collaboratore a 35 ore», osservano i consulenti, sottolineando come «solo una riduzione significativa dei prezzi di cessione delle piccole farmacie potrà permettere una remunerazione corretta».

Nel complesso, il quadro che emerge per il 2025 è quello di una redditività in crescita ma sotto pressione, dove l’aumento dei costi operativi erode parte dei benefici derivanti dal miglioramento dei margini. Le dinamiche osservate confermano inoltre una polarizzazione sempre più marcata del mercato, con le farmacie di maggiori dimensioni che consolidano la propria capacità di generare reddito e le realtà più piccole che continuano a scontare vincoli strutturali difficili da superare.