Otto francesi su dieci sono favorevoli a un’estensione delle competenze prescrittive del farmacista, fino alla possibilità di gestire direttamente alcune patologie come diabete e ipercolesterolemia. È uno dei dati più rilevanti che emergono dal sondaggio realizzato da OpinionWay per PharmagoraPlus, che fotografa un’opinione pubblica sempre più disponibile ad ampliare il perimetro d’azione dell’officina.
Il livello di fiducia resta molto elevato: il 93% degli intervistati dichiara di fidarsi del farmacista per un consiglio su temi di salute, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Ancora più significativo è il riconoscimento del ruolo territoriale: per il 94% dei francesi il farmacista rappresenta una figura essenziale nelle aree caratterizzate da carenza di medici e per una quota analoga è «un consulente autorevole nella gestione della salute quotidiana». L’87% lo considera inoltre «sempre più coinvolto nella presa in carico globale dei pazienti».
Non mancano tuttavia alcune criticità. Cala leggermente il ricorso al farmacista come primo interlocutore sanitario (81% contro l’85% del 2024) e cresce la percezione di una possibile spinta commerciale nel consiglio (69%, in aumento di quattro punti). Tra i più giovani si rafforza inoltre la tendenza a privilegiare il parere del medico in caso di opinioni divergenti, mentre il 49% del campione dichiara di cercare informazioni preliminari attraverso chatbot di intelligenza artificiale prima di rivolgersi al farmacista.
Sul fronte delle attività svolte in farmacia, la conoscenza dei servizi appare in aumento, soprattutto per quanto riguarda vaccinazioni e screening. La vaccinazione antinfluenzale per i soggetti sopra i 16 anni è la prestazione più riconosciuta (87%), seguita dalle altre vaccinazioni (84%). Elevata anche la familiarità con i primi interventi per ferite e ustioni lievi (79%), con i test per l’influenza (74%) e con lo screening del tumore del colon-retto (59%). In termini di utilizzo, la vaccinazione domina nettamente: il 38% degli intervistati dichiara di essersi vaccinato in farmacia, il 37% specificamente contro l’influenza.
Più limitata è invece la conoscenza delle attività di accompagnamento, come il supporto alle donne in gravidanza (41%) o i colloqui farmaceutici per le patologie croniche (49%). Ancora più evidente il margine di crescita per i test rapidi (Trod) per angina e cistite: il primo è noto al 56% del campione, mentre la possibilità di ottenere in farmacia una prescrizione antibiotica per queste condizioni è conosciuta dal 48%. L’utilizzo resta contenuto – circa l’11% nella popolazione generale – ma cresce sensibilmente tra i più giovani, dove raggiunge il 20-21%.
Va ricordato che in Francia i farmacisti possono già oggi, in presenza di specifici protocolli, eseguire test diagnostici rapidi (Trod) per angina e cistite e, in caso di esito positivo, avviare il trattamento con antibiotici attraverso una prescrizione strutturata, senza passaggio dal medico. A ciò si aggiungono le vaccinazioni, i programmi di screening e una serie di interventi di primo livello che configurano un ruolo clinico sempre più definito.